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Un alone di primule e viole
Spandi intorno, ignaro
Un’onda di primavera m’assale al tuo passaggio
Sei panorama di Turner ed io n’ho difese
Restituiscimi il gelo
Ch’ho timore del sole
Non carezzarmi
Ch’ogni tocco m’ustiona
Vieni qui di presso
Ed insegnami l’amore
Ch’ho il core cieco, dimentico d’ardore
Più non batte e s’impaurisce, rapido e solo
Ma’l tuo cospetto riprende tosto vigore
Sussurrami ciò che temo
Fammi impallidire
Dimmi
-pur tacendo-
che son per te la sola
Guardami come fossi sorgente salvifica
E tu assetato, spacciato senza me
Prendimi per mano
E conducimi al silenzio
Ove solo sguardi e pensieri
S’incontrano e intrecciano
Ora vai ma più non obliare
Questi occhi apolidi e inquieti
Che ti cercan tra la folla
e vogliono appartenerti
Concedimi riposo
Tra le braccia tue immense
Sii per me asilo e caldo giaciglio
Che la notte incombe lesta
Ed io ho fame di luce