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Lui non dorme da settimane, perché sente i passi ogni notte alle 3:07 dal piano di sopra.
Un passo strascicato, poi un colpo sordo.
Lui abita all’ultimo piano, sopra di lui c’è solo il tetto.
Sa di chi sono quei passi:
Sono di lei.
Lei è morta tre mesi fa, cadendo dal terrazzo.
Lui era lì, perché litigavano.
Lui l’ha spinta?
Lei è scivolata?
Non lo sa più, la polizia ha detto che era stato un incidente, perché lui ha affermato, che si era trattato di un incidente.
Da allora lui conta i passi, conta i minuti, conta le volte che si dice:
"Non è colpa mia"
davanti allo specchio.
Quaranta volte a notte, non bastano.
Dall’altra parte della città, una donna apre gli occhi alle 3:07.
Ogni notte si sveglia con un sapore acre in bocca e le mani che tremano. Sogna un terrazzo, sogna una spinta, sogna di cadere.
Lei non conosce lui e non conosce l'altra, ma da tre mesi vive quella caduta come fosse la sua.
Sente il vento, sente il vuoto nello stomaco, sente il colpo e poi si sveglia urlando e per un secondo crede di essere morta.
Lui ha iniziato a lasciare la luce accesa, perché sente i passi avvicinarsi alla botola del soffitto e una notte la botola si apre, ma non c’è nessuno,solo un odore di pioggia e un biglietto con una scritta:
"Scendi"
L’altra lei ha iniziato a prendere sonniferi,ma non servono perché alle 3:07 è in piedi davanti alla porta di casa, con le chiavi in mano.
Non sa dove deve andare, sa solo che deve chiedere scusa a qualcuno.
Una notte lui scende e l’altra donna, esce.
Si incontrano sul ponte alle 3:07 non si sono mai visti, eppure si riconoscono.
Lui vede nei suoi occhi il terrazzo, lei vede nelle sue mani, la spinta.
Non parlano non serve, il senso di colpa ha trovato due corpi in cui abitare.
In quello di lui e in quello dell'altra.
Li ha portati nello stesso punto,
dove il fiume sotto è nero.
C'è solo silenzio, uno dei due fa un passo avanti, l’altra lo segue.
E i passi, da quella notte, cessarono.