ELFO
<< Quello che ti fa male non conta. Quello che ti fa male non conta. Quello che ti fa male non conta. >>
Questo sarà un racconto semplice semplice. Piccolo piccolo. Piccino picciò. Un racconto buffo. Come Elfo. - Ferma, ferma, hai rovinato tutto! Perchè hai scritto il mio mantra proprio all'inizio? Li confonderai tutti. Gli umani sono già stupidi di loro, li vuoi confondere ancora di più? Presentami prima di tutto. Che mi chiamo Elfo lo hanno capito, almeno spero. Non mi stupirei se non fosse così. - Non mi hai lasciata parlare, Elfo, lo stavo facendo. - Nonono, fermi tutti, quella sei tu! Tu non fai parlare. - Ma io devo raccontare la storia, piccolo buffoncello! Vuoi tacere? - Pffff, e va bene. Sentiamo. Sono tutt'orecchi! Lo sono per forza, effettivamente: sono un elfo! - Vogliamo partire dal tuo mantra? - Cos'è? Un'intervista? Non le sopporto le domande, possiamo evitare? Non era un racconto il tuo? - Continuiamo, per favore. Dunque signori, questo piccolo buffoncello, che assomiglia anche un pò ad un koala, si alza tutte le mattine dal letto alle sette in pun... - Mettiamo i puntini sulle i, innanzitutto. Io non mi alzo dal letto, ma SALTELLO dal letto. Opplà! Opplà! Opplà! Ma inciampo sempre e batto la testa, povero me. - Si spiega tutto... - Cosa vorresti insinuare, stupida umana? Dicevo... - Il racconto è il mio! - Sciocchezze! Dicevo, saltello giù dal letto, mi stiracchio, mi gratto la testolina. - Bacata. - Sshh! Mi gratto la testolina che ho appena batutto e saltello in cucina, pimpante pimpante ma con una gran voglia di spaccare tutta casa. Si mangia, si mangia! Tanta cioccolata. Tanti biscottini! Tanti tanti panzerotti! Scherzo, non so cosa siano i panzerotti, ma li ho sentiti nominare da qualche parte. Non mi interrompere, già te lo leggo negli occhi, stupida umana, tu mi stai per interrompere. - Ma io... - Ecco! Ecco! Mi hai interrotto! Ora ho perso il filo del discorso! - I panzerotti. - I panze-cosa? Ah si, saltello in cucina e rifletto. - Ah si? - Si, certo! Penso al mondo degli umani, maledetto mondoschifo degli umani. Quello che fa male dentro non conta, forse, ma quello che c'è fuori fa male ed è anche brutto da vedere. Inoltre se mi ostino tutte le mattina a battere la testa in quel modo finirò per rompermi il naso. Maledetto naso, maledetto mondo inutile! Come me del resto! Intuile come me, povero piccolo Elfo. - Tu inutile? Stupido Elfo. Stupidissimo Elfo, tu inutile? Fammi un disegnino, dai. - Fammi il piacere, volevi dire! - Nono, intendevo proprio un disegnino. - Un disegnino? Ho quattro anni, stupida umana? Piuttosto, che ore sono? - Oh si certo, hai ragione. Proprio qui volevo arrivare. Sapete, Elfo ha questa bizzarra ossessione per l'orologio. - Per l'ora, non per l'orologio. - Si, bene, come vuoi tu. Per l'ora. In continuazione chiede 'che ore sono qui, che ore sono là, dimmi l'ora così dimmi l'ora colà' . Non gli ho mai parlato per più di dieci minuti senza che lui non chieda l'ora, è più fastidioso di un pugno nell'occhio. Perchè ti garba così tanto chiedere che ore siano, piccolo buffo Elfo? - Non mi garba un bel niente, è solo che devo chiederla. Ci penso, ci ripenso, ma non so perchè mi accade. Ultimamente ho smesso di pormi tante domande, sto cambiando. - Finalmente inizi ad essere interessante. Cosa vuoi dire, Elfo? Cosa vuoi dirci, anzi? Raccontaci. - Ti spiego. Anzi, vi spiego. A parole molto molto molto semplici, altrimenti voi umani non capirete un bel niente e mi toccherà non solo spiegarlo nuovamente, ma anche con il nervosismo che mi scorrerà nel sangue. - Tu sanguini? Ti fai male sul serio quando batti la testa, quindi? - Certo che sanguino, stupidina, mica sono un peluche. Sono un elfo, per mille boschi fatati! - Non ti arrabbiare. - Impossibile con te! Comunque dicevo, sono cambiato perchè ora mi alzo alle sette del mattino. - Tutto qui? - Tutto qui? A volte capitava che saltellassi giù dal letto alle due del pomeriggio e tu mi domandi se sia tutto qui? Ora ho scoperto la bellezza del mattino, la luce del sole che... - Pff. Il sole, la luce, il canto degli uccellini bla bla bla. - Mi prendi in giro, stupida umana? Anzi, sono io che mi prendo in giro da solo. Perdo tempo a parlare con te che non mi capisci. - Io ti capisco, Elfo maledetto. Non trattarmi male. - E allora, se è vera questa bugia, che tu mi capisci, stai zitta e lasciami spiegare la bellezza del mattino! Dicevo, percepisco profumi che in realtà non esistono. Sarà per questo motivo che sono così buoni. Odore di lavanda. Di aria fresca. Detesto la sera, adesso. La notte. O meglio, detesto quello che provo la sera o durante la notte. - Che succede la sera, Elfo? - Via, via, non ne voglio parlare. - Ma sei stato tu che... - Taci! Santo Bosco, ma sono le sette e trenta. Devo saltellare giù dal letto immediatamente. Sono in ritardo. Spostati, sciocchina, devo saltellare. No, sul serio, spostati. - Se vuoi posso farti scendere io, così eviterai di battere la testa una volta per tutte. Non voglio che tu ti faccia male. Soprattutto in mia presenza. Avrò i sensi di colpa, altrimenti. - Non provare a toccarmi, non provare a parlarmi! Sono le sette del mattino. Non mi fare innervosire a quest'ora. - Ma siamo stati a parlare fino ad ora, maledettissimo Elfo! - Sshh, mi fai ammalre! Comunque scherzavo, non amo il mattino, ma come al solito voi umani siete stati dei creduloni. Il mattino è simpatico solo perchè posso iniziare a controllare l'orario molto presto: mentre dormo non posso mica controllare l'orario. Sapete umani, chi dorme non piglia orari! - Elfo, non era esattamente così il det.. - Zitta! Taci una volta tanto Sai, una volta ho sognato un enorme orologio, un gigantesco orologio tondo su un immenso prato! Le lancette emettevano un suono fastidiosissimo, come un miagolio. Forse mi trovavo in un labirinto, non ricordo. - In un labirinto? Che banalità, che clichè! - Stupida umana, la mente stessa è un labirinto. - Altra banalità da quattro soldi. - Che fai, umana, parli come me adesso?Hai ragione però, non l'ho mica controllato io il sogno, spero sia chiaro a tutti questo! Se ne avessi la capacità, di inventare sogni dico, sarei spettacolare e voi umani vi inchinereste a me al solo pensiero della mia faccia! Dicevo, nel labirinto forse c'era anche un enorme pavone, ma ho un vago ricordo. Ma che ore saranno? Dobbiamo sbrigarci. Vuoi un dolce? Aspetta invece, piccola umana qua qua, detesto queste giornate, meglio fare le cose con calma. In questo modo la giornata finirà prima, no? - Se lo dice lui, signori, crediamoci, suvvia. A me pare che le giornate durino un'eternità, invece. Come è buffo questo piccolo elfo. Lo trovo davv...oddio! Ti sei fatto male? Elfo! - Stai zitta, stupida umana! Sempre a parlare stai! Qua qua qua qua! Zitta un pò! Si, mi sono fatto male, non sono un peluche, te l'ho già detto. Ma ci sono abituato, batto la testa tutte le mattine. Comunque, torniamo a noi. Vuoi un dolce o no? Decidi. Hai tre secondi a partire da adesso. Un bosco, due boschi, tre boschi. Tempo scaduto, il dolce me lo mangio io. - Quale dolce? - Adesso lo preparo, sono un ottimo cuoco io, sai? Non guardarmi con quella faccia da umana lessa. - Elfo, si dice pesce lesso. - Si, ma tu non sei un pesce. Devo spiegarti anche questo? Seguimi in cucina, andiamo a preparare un dolce. Mi spiego meglio, IO preparerò il dolce. Di te non mi fido sai, hai le mani troppo piccole. - E allora? Pessima scusa per escludermi dalla preparazione di un dolce. Sarà un dolce buffo come te? Soffice soffice. - Non sono buffo. - Giusto. Sei buffissimo. - Quindi sono brutto. - No, stupidissimo elfo, sei buffo. - Ma sono stupidissimo. - Quello si, sei stupidissimo. Disegni e cucini? Disegni, cucini e fai l'elfo mentre ti lamenti? - Insisti con l'intervista? Passami lo zucchero. A sinistra. No, alla mia sinistra. Ora la crema di pistacchio. No, anzi, la nutella. A destra. No, stavolta alla tua destra. Ecco, si. Il latte in frigo. Cosa ridi? - Hai un frigorifero minuscolo. Proprio su misura. - Da che pulpito parte la stronzata. - Si dice "predica". - Si, certo, ma tu non dici prediche, dici stronzate. Non mi stupisco, sei umana. Voi umani ne dite tante di stronzate. - Tu le fai. - Poi sarei io quello banale. Le uova. No, non in frigo. Sulla mensola. Non farle cadere. - Raccontami qualcosa di te, Elfo. - Non ho nulla da dire. - Allora disegnalo. Adoro i tuoi disegni. - Sto cucinando. - Non ho fretta. - Io si, ho fretta di cacciarti di casa. Che ore sono, a proposito? - L'ora che vuoi. - Che significa? Lo vedi che dici stronzate? Baggianate umane. - Baggianate? Quanti anni hai? Ottanta? - Sono molto molto vecchio dentro, sto tanto male, ma quello che fa male non conta. Per favore, vai via adesso, prima che ti cacci fuori a pedate. Sto per avere una crisi. - Una crisi di che genere? - Stai zitta, mi fai venire il mal di testa. Ho una crisi elfica! Non lo voglio fare più il dolce, lo lascio qui. Dolce fallito. Come me. - Vieni qui, faccia da schiaffi, piccolo elfo e anche un pò koala. Ti prendo in braccio. - Nononono, cosa fai? Aiuto! Per mille boschi, per ottocento fate, per duemila folletti, per quattrocento arcobaleni, togli quelle piccole manine da me! Niente abbracci. Conto fino a tre. Se entro tre secondi non mi fai scendere io ti...io ti... - Buffissimo elfo! - Insensibile umana! - Insensibile? Ma se ti sto prendendo in braccio! Ora ti do un bel bacino sulle guanciotte pelose! Vieni qui, abbracciami. - Ma sono già in braccio a te, non lo vedi? Abbracciami tu. Quando finirà il racconto? Posso cantare una canzone prima che termini? - Ma certo, ad una condizione, però. - Mi dispiace, non posso andare a letto con gli umani, con te a maggior ragione, stupidissima umana. Non mi è permesso. - Gli elfi fanno l'amore? - Fanno cosa? Siamo in un film di Muccino? Certo che facciamo fiki fiki! Io sono anche molto bravo. Sapessi! Certe performance voi umani ve le potete solo sognare! - Fiki fiki? Questa me la devo segnare. Scendi un momento, che devo prendere la mia agenda e scrivere questa perla di saggezza. - Perla elfica, prego. - Stronzata elfica. - Oh si, certo, può darsi. Anzi, sicuramente. Possiamo terminare il racconto adesso? Non ho più voglia. Non ho voglia di fare nulla. Spostati, mi metto a dormire. - Non serve a nulla il tuo mantra allora, a quanto pare quello che fa male fa male e basta. - Non serve quando sto così, stupidissima umana. Fammi andare a letto. - Allora vengo anche io e ti racconto una bella favoletta. - Che umana maliziosa! - Fa rima con deliziosa, sposa, mimosa. - Odiosa. - Mi dispiace, quello sei tu. - Certo, e me ne vanto. - Fai bene, sei un elfo buffissimo. Piccino picciò. - Un fallito piccino picciò. Possiamo terminare il racconto? - E va bene. Non volevi cantare una canzone per noi prima? -Si. Avvicina quella sedia. No, l'altra. A sinistra. La tua, la tua sinistra. Bene, siete tutti pronti? C'era una volta un elfo stupendo che aveva sempre ragione, la la la! Ma nessuno gli credeva mai, la la la, così un bel gior...AHI! Porco spino! - Elfo! Ma come hai fatto? Ti sei fatto male? Elfo! - Maledetto mondo! Lo vedi che non serve sprecare tante parole? Spegni, spegni! Cioè voglio dire, spegni la luce, la narrazione, come diamine si dice? Che male. Penso di essermi slogato un fiocchetto! -Prego? Un fiocchetto? Vuoi dire il polso. - Nono, voglio dire fiocchetto. Neanche tu mi credi eh? - Hai del ghiaccio? - Ti sembro l'uomo delle nevi? Un polaretto? No, non ce l'ho il ghiaccio. - Va bene, va bene. Salutiamo tutti. Andiamo al pronto soccorso. - Pronto-cosa? Nononono, mi rifiuto. Sto bene. - Arrivederci a tutti. E grazie per l'attenzione! Elfo, avanti, saluta! - Non saluto proprio nessuno. Che ore sono? - L'ora di salutare. - A mai più, stupidissimi umani!
FINE
Elfo testo di Alessandra Bovary