Divento sabbia quando scende la notte, quando rido, quando piango. Quante volte ho guardato senza vedere, quante volte ho riso senza ridere, quanti anni ho vissuto senza vivere. Vorrei liberarmi dal pugno che mi avvolge, che mi ha rapita e non mi fa ragionare. Che sia il pugno dell’Amore? Che nome dare ad esso? Potrei attribuirgli il nome di ciò che amo e temo: potrei chiamarlo mare. Ma divento sabbia, di quella sabbia che l’acqua seppellisce. E io non posso tornare in superficie, il mio cuore non sa nuotare.
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