Dimmi, come si fermerà la musica,
dove migreranno le vibrazioni
che hanno intercettato vortici e suoni
nell’inestimabile sinfonia;
dimmelo, quand’anche i passi non fossero
stati in unisono alla sincronia.
Portami ad elidere le abitudini
quando le regole son troppo stanche
che intirizziscono tra i rami; ed anche
all’addensar di nuvolaglia escludi
ciò che frastorna quel che riproduce.
Fammi essere l’eccezione, all’ora
che scompaginano gli spalti chiusi
purché sia melodia, ed ancora
un palpitar di nuovo avrà la luce.
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(È da qui, che ne schiuderan le mosse)