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Nella natura andai per perdermi,
Trasognato
Ad ascoltare il lieve cinguettio del merlo.
Andai per boschi
Su per impervi sentieri accarezzato dal manto ruvido di querce imponenti,
A riscoprir quello che della vita c'è di più vero.
Su per il naso l acre odore del muschio selvatico
Ed io camminavo libero fra i germogli in fiore,
Le ruvide rocce come antichi presagi si stagliavano incombenti nel paesaggio frastagliato,
Ed io solo nella mia condizione ascoltavo il lieve fruscio del vento.
Vidi d'un tratto fra i fitti arbusti una volpe scivolare rapida verso un oscuro anfratto,
Le rondini rapide sorvolavano la radura
E tutto pareva in sintonia, Una sinfonia armoniosa,
Tutto ruotava linearmente verso un arcaico significato.
Per un attimo mi persi tra i ruderi abbandonati di una vecchia torre,
I miei sensi si assottigliarono e scorsero lampi di un lontano Passato.
Tornai in me, ahimè,
la consapevolezza mi raggiunse,
In un angolo fra le macerie sognai un freddo sepolcro,
intravidi il mio corpo che giaceva immobile, sobbalzai d'istinto e ridestandomi
colsi l ultimo fiore prima di tornare a casa.