Servirebbe una stilla d’etere per calmare i miei affanni gelosi dell’eterna vita,
l’eterno passare e percorrere verso ciò che di me, il tutto attende,
ma i sentimenti talvolta così stanchi e fugaci,
nulla mi fanno cogliere se non ciò che ineffabile, è.
Siamo talvolta decorazioni folli impregnate di vacuità,
ornamenti musicali, corde d’arpa intoccabili se non dal soffiare del vento,
troppo lontano fugge,
non appena la melodia inizia, e il crepuscolo, e la notte e poi…...........
Nell’istante esatto in cui il tempo è il proprio stesso sguardo e le luci,
le stelle,
sorrisi rincorsi nello spazio che l’invano presente slaccia
tutti i confini dissolvendo l’anima dalla materiale quotidianità…................
E pare il gioco sia sempre in partenza!
Te ne prego distoglimi dalla mia eterna immaterialità!!
Distoglimi dalla continua incessante e dolorosa separazione dal mio corpo e anima!
Decidi,
quale sia il mio vero luogo in cui poter libera, sbocciare d’eterno essere impregnato d’amore!
E se lo sbaglio cresce e se i silenzi feriscono,
i miei silenzi,
come lame arrugginite di veleno nelle tue piaghe,
le mie,
perenni lamenti in eco soffuso di lieve carezza fiammante che brucia il volto,
nel vuoto...................
E se i silenzi ti feriscono
io mi offro,
all’eterno cadere
io mi offro,
pur avendo un volto da indossare e i frammenti di vetro compagni,
con me,
spiccano il volo,
lasciandoti l’unico posto che posso donarti…....
Il mio solo e unico.............
Il mio solo e unico................
.......STILLE....... testo di Christy