Il caso dell'uomo senza ombra - parte 3

scritto da Beppe Tritone
Scritto 16 ore fa • Pubblicato 5 ore fa • Revisionato 5 ore fa
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Autore del testo Beppe Tritone

Testo: Il caso dell'uomo senza ombra - parte 3
di Beppe Tritone

La prima scatola aperta non fece rumore.
Fece aria.

Un movimento leggero.
Quasi impercettibile.
Ma sufficiente a cambiare la stanza.

Luminari indietreggiò.
«Richiudetela.»
«No,» disse Riccardo.
«Questa ha aspettato abbastanza.»

Vice guardava le altre scatole.
Non si muovevano.
Ma non erano ferme.

«Capo… stanno…»
«Respirando,» disse Riccardo.

La seconda scatola si aprì da sola.
Un piccolo scatto.
Poi un’ombra uscì.
Più definita della prima.
Più… arrabbiata.

Si fermò a mezz’aria.
Non aveva forma precisa.
Ma aveva intenzione.

«Questa non è contenta,» disse Vice.
«Questa è stata chiusa male,» rispose Riccardo.

Le scatole iniziarono ad aprirsi.
Non tutte.
Quelle giuste.

Ogni apertura liberava qualcosa di diverso:


un’ombra sottile, quasi trasparente


una più densa, che restava vicina al pavimento


una che cercava subito la finestra


una che rimaneva ferma, come se non sapesse più cosa fare

Luminari tremava.
«Non doveva succedere.»
«È già successo,» disse Riccardo.
«Solo che lei non guardava.»

Vice cercava di contare.
Smetteva sempre a cinque.

Una delle ombre si avvicinò a Luminari.
Lui si ritrasse.

«Non vuole farle male,» disse Riccardo.
«Vuole essere vista.»

Silenzio.

«Io le ho sistemate,» disse Luminari.
«Non volevo perderle.»

Riccardo sospirò.
«Le cose non si perdono quando finiscono,» disse.
«Si perdono quando le chiudi prima.»

La stanza ora era piena.
Non di oggetti.
Di presenze.

Ma Riccardo non era soddisfatto.
Guardava le scatole.
Tutte.

«Ce n’è una che manca,» disse.

Vice si bloccò.
«Manca cosa?»

Riccardo indicò una scatola diversa.
Non etichettata.
Perfetta.
Troppo.

«Questa non è mai stata aperta,» disse.

Luminari sbiancò.
«Quella no.»

«Perché?»
«Perché non serve.»
«Allora è quella giusta.»

Riccardo la prese.
Era più pesante delle altre.
Non fisicamente.

Vice fece un passo indietro.
«Capo… questa non mi piace.»
«Nemmeno a lui,» disse Riccardo indicando Luminari.
«E questo è un buon motivo.»

La scatola non si aprì subito.
Resistette.

Riccardo non forzò.
Aspettò.

«Le cose chiuse bene,» disse piano,
«si aprono solo quando smetti di difenderle.»

Silenzio.

Luminari respirava male.
«Io… io non posso.»

«Non deve,» disse Riccardo.
«Ma succederà lo stesso.»

La scatola si aprì.

Nessun effetto.
Nessun movimento.

Poi…
tutta la luce della stanza cambiò.

Dal fondo della scatola,
qualcosa uscì.

Non un frammento.
Non un ricordo.

Un’ombra completa.

Si alzò.
Si distese.
Si fermò davanti a Luminari.

Perfetta.

La sua.

Ma non lo seguiva.

Vice sussurrò:
«Capo… è tornata…»

Riccardo scosse la testa.
«No,» disse piano.
«Questa non è mai andata via.»

Silenzio.

L’ombra guardava Luminari.
Non accusava.
Non attaccava.

Aspettava.

«Adesso?» chiese Vice.

Riccardo fece un passo indietro.
Guardò l’uomo.
Poi l’ombra.

«Adesso,» disse,
«vediamo se lui è capace di lasciarla andare.»

E nella stanza dove tutto era stato chiuso,
per la prima volta
qualcosa chiedeva di non essere trattenuto.

Continua....

Il caso dell'uomo senza ombra - parte 3 testo di Beppe Tritone
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