Condominio

scritto da Edgar Bartleby
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Autore del testo Edgar Bartleby

Testo: Condominio
di Edgar Bartleby

Alle 21.40 un uomo urla dal balcone.

Urla, urla interminabili. E per quanto?

E poi nulla.

Il rumore di una finestra che si chiude all’improvviso.

«Beh, ad ogni modo, questo taglio di capelli ti sta davvero bene, qualunque cosa questo voglia dire».

Sono le 11.30 ed è troppo tardi per decidere di fare qualsiasi cosa.

Alle 7.30 è decisamente troppo presto per accendere l’aspirapolvere.

Alle 13.20 io ti ho amato, con tutto me stesso.

Ho perfezionato, ogni minuto, uno dopo l’altro, l’amore che ho per te.

Come un artista che esita ad ogni tratto: io ti ho amato.

E cosa avrebbe potuto rendere il mio amore più pieno?

Quale gesto?

Qui? No, qui no. E forse da questa parte?

E questo amore che io ho in mente, per te, io come posso mostrartelo?

Io vorrei che chiunque vedesse l’amore che io ho in mente dicesse:

questo è, che amore, senza che null’altro possa essere, che amore.

Ti ho amato e basta.

In quell’unico modo in cui nulla può aggiungersi, senza sottrarrsi. Ed io ti giuro, ti giuro, che qualsiasi lingua, qualsiasi modo in cui ognuno si è amato, io ti amerò. 

Alle 18.30 provo a decidere se farmi una tisana o andare in palestra.

Null’altro fino alle 23.40.

«Buona notte, buona notte!» grida qualcuno lontano.

«Buona notte! Buona notte!» grida il vicino, lontano anche lui.

Ci sono 23 gradi.

Non fa né caldo né freddo, in questa mattina, o sera.

E questa stanza non dice più nulla.

Condominio testo di Edgar Bartleby
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