All’eco estrema dei nomi divini i tuoi tratti confinano col demone dell’angelo la rossa intelligenza dici cose sospese nell’astro-logos libere dalla successione dei momenti. In bilico, frammentato interiorizzato, caduto da me portato al cielo/fiore dantesco trasfigurato potenza, ambrosia nettare, al cuore aderisci. Ti evoco ti trovo nel mistero nel mezzo delle sue rovine spirito in ibridazioni incomprensibili splende per questa affinità. In tale adelon sei sostanza di te stesso daimon, hybris astraibile sfuggi al nome, lo ripeti come in sogno: eros-pathos-angelo.
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