La foresta degli alberi secolari

scritto da Fresia
Scritto Ieri • Pubblicato 7 ore fa • Revisionato 7 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Fresia
Autore del testo Fresia

Testo: La foresta degli alberi secolari
di Fresia

In una piccola casa, ai margini del bosco, viveva Celeste, una fanciulla dai lunghi capelli neri e dalla voce melodiosa.

Appena le era possibile, la giovane si incamminava sul sentiero che conduceva nella foresta e, mentre avanzava, lasciava che i suoi sensi cogliessero quanto di più bello quel luogo potesse donare. 
Percepiva il buon odore della terra umida, della resina, dei fiori, dell'erba e si stupiva ogni volta nel vedere quante sfumature di verde offrisse la natura.
Sentiva il rumore leggero dei rami che oscillavano, i fruscii delle lucertole tra le foglie secche del sottobosco, i richiami anche lontani di molti animali e assaporava la dolcezza delle fragole selvatiche che crescevano lungo la stradina boschiva.
Ma soprattutto abbracciava gli alberi, delicatamente sfiorava la loro ruvida corteccia e la morbidezza del muschio sulla parte del tronco rivolta a settentrione.
Era una sorta di affetto quello che provava e gli alberi parevano comprenderlo e ricambiarlo, chiedendo al vento di insinuarsi tra le fronde per farle sentire i loro respiri e agli uccelli di cantare per lei. 

Tuttavia, su quell'incanto incombeva una grave minaccia. 
Il proprietario della foresta, infatti, aveva ricevuto il permesso di abbattere quasi tutti gli alberi che vi crescevano, compresi quelli secolari, con l'intento di creare terreno edificabile.
Invano la fanciulla scrisse una supplica alle autorità, affinché quel verde patrimonio venisse risparmiato; tentò con tutta se stessa di sottolineare quanto grande fosse l'utilità del bosco, ma nessuno la ascoltò.
Piena di tristezza si sedette sotto un alto larice, appoggiandosi al suo tronco maestoso, che a breve sarebbe stato abbattuto.
All'improvviso, tra le grosse radici che affioravano parzialmente dal terreno, cominciarono a spuntarne altre sottilissime.
Come per magia, infilandosi tra alcuni rami caduti, esse formarono una sorta di strumento a corde simile ad una cetra. 
Dapprima Celeste rimase sbalordita, ma poi sentì l'impulso di pizzicare quelle radici con le dita e ne uscì una musica incredibile che la invitò a cantare.
La melodia di quel magico strumento, unita al suono della sua incantevole voce, giunse come un'eco alle orecchie dei boscaioli che stavano cominciando ad abbattere i primi alberi ed essi, inspiegabilmente, dovettero smettere  immediatamente, tornando da dove erano venuti.
Il proprietario del bosco, molto contrariato, chiamò altri uomini per svolgere il lavoro, ma tutti, udendo quell'eco che continuava a risuonare anche quando Celeste se ne andava, finirono per  rinunciare all'incarico. 
Nessuno era in grado di spiegare cosa li spingesse ad andarsene prima ancora di cominciare, ma si andava dicendo ovunque che in quella foresta ci fosse qualcosa di insolito.

Furioso, il ricco uomo d'affari si recò personalmente nel bosco per capire cosa stesse succedendo.
Appena giunse al cospetto di Celeste, che cantava suonando delicatamente le radici tra i rami, credette di avere delle allucinazioni. 
Si stropicciò gli occhi e temette di essere impazzito, infine si avvicinò alla giovane, che smise di cantare.
Dopo averle chiesto come si chiamasse, l'uomo cominciò a conversare con lei.  Più l'ascoltava, più avvertiva che dentro di lui  la rabbia si andava placando.
Celeste gli parlò del suo amore per gli alberi, per gli animali la cui vita dipendeva dall'esistenza del bosco ed egli mai avrebbe immaginato di poter prestare attenzione a quei discorsi che aveva sempre ritenuto inutili e sdolcinati.
 
Nelle settimane che seguirono, tornò spesso nella foresta a cercare quella  strana donna, che abbracciava gli alberi e che suonava le loro radici.
Si rese conto che si stava innamorando e non solo della fanciulla, ma anche di quella bellezza che li circondava e che non aveva mai voluto vedere e apprezzare.
Un giorno, all'improvviso, gli sembrò quasi di udire i sussurri degli alberi, di sentire la loro forza vitale che mai aveva colto, ascoltò i cinguettii degli uccelli che accompagnavano il canto di Celeste e, lentamente, capì che non avrebbe più potuto rinunciare né a lei né a quel luogo pieno di magia.
La fanciulla lo aveva conquistato e gli aveva fatto capire che il profitto non era tutto nella vita. 
Celeste, dal canto suo, aveva compreso che il cuore di ghiaccio dell'uomo si era definitivamente sciolto e cominciò a ricambiare i suoi sentimenti.
E così, la foresta degli alberi secolari divenne testimone di un grande amore e di un'unione feconda e duratura.

La foresta degli alberi secolari testo di Fresia
16

Suggeriti da Fresia


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Fresia