Un grosso ratto

scritto da Fringuello
Scritto 4 mesi fa • Pubblicato 19 ore fa • Revisionato 19 ore fa
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tornando a casa
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Testo: Un grosso ratto
di Fringuello

 

                               UN GROSSO RATTO

Due anni dopo la fine della guerra, reduce dalla ritirata dalla Russia, un militare tornava a casa in Italia pieno di speranze per un futuro migliore.

Una bella ragazza russa l’aveva nascosto in casa sua perché aveva, diciamo così, bisogno di compagnia, ma alla fine la nostalgia della patria e della famiglia era stata più forte.

Una brutta sorpresa l’aspettava al suo paese, era notte quando bussò alla porta della sua casa e nel paese tutti dormivano, così nessuno lo vide rientrare.

Aprì sua moglie e quasi le pigliò un colpo. Antonio! Esclamò quasi avesse visto un fantasma, ma allora non sei morto! Io ho ricevuto la notizia della tua morte, Cristo , come si fa adesso, io mi sono risposata, ed è un brav’uomo, ricco per giunta!

Vedi Lucia, disse lui mentendo, io sono stato fra la vita e la morte per più di un anno e una famiglia russa ha avuto pietà di me e m’ha curato, solo ora ho potuto affrontare il viaggio.

Alla donna venne un idea :salviamo capra e, cavoli, disse, ti nasconderò in cantina, non ti voglio scacciare ma nessuno deve vederti. 

Sei sempre stato un ottimo amante e non ti voglio perdere , aggiunse.

Uscirai la notte per non farti vedere, certo non avrai gli amici di un tempo, le partite a carte, le cene in compagnia ma ti prometto che non lo rimpiangerai, quando mio marito sarà al lavoro ci faremo delle grandi scopate!

La donna lo lavò, lo cambiò d’abiti e lo accompagnò in cantina dove gli improvvisò un giaciglio dietro la catasta della legna, così subito dopo, era tanto tempo che non lo facevano, fecero letteralmente faville, da fame dell'altro troppo a lungo trattenuta.

Stanca ma felice , di primo mattino, la donna si infilò fra le coperte del letto dove ronfava il suo secondo marito.

Passò del tempo, la donna sempre più contenta e soddisfatta, il triangolo funzionava a meraviglia.

Intanto lui si fece comunque degli amici. Conobbe prima un gufo, non era di molte parole, ma era di buon carattere, poi un gatto randagio, lui sapeva anche giocare, i gatti sono speciali. Il cane di casa lo prese in simpatia, anche lui era giocherellone e un geco, un animale che a molti fa ribrezzo, ma Antonio gli procurava insetti, ormai erano in confidenza e lo chiamava Jack. 
E poi anche la moglie diremmo "condivisa", era sempre stata di ottima conversazione e gli raccontava tutti i fatti del paese...Poi si approssimava il carnevale, ah, lì avrebbe visto tanta gente!
Insomma, non era lo spasso di un tempo, ma aveva una specie di vita sociale.

Cos’hai? a lei intanto dicevano le amiche, sei radiosa, non ti abbiamo mai visto così felice!

E lei rispondeva che era merito del marito che non le faceva mancare niente.

La cantina era buia, vi era giusto una candela a lato della porta, e un brutto giorno dopo mesi che durava la cosa, Gervaso, il secondo marito, non andò al lavoro.

Sentiva dei rumori in cantina, ci sono i ladri, pensò.

Così imbracciò la doppietta e si affacciò sull’uscio della cantina, vide il movimento come di una grossa bestia e sparò, Antonio fu freddato sul colpo e questa volta morì davvero.

Gervaso si avvicinò al cadavere e si accorse che era un uomo, gli frugò nelle tasche e trovò un portafoglio con i documenti di Antonio ed una foto di sua moglie.

Che faccio adesso, pensò, quella donna mi piace troppo non la voglio perdere.

Così fece una fossa in giardino, e seppellì il reduce.

A cena ad un certo punto disse, sai cara , in cantina stamane ho visto il ratto più grosso della mia vita,l’ho fatto secco e poi l’ho seppellito in giardino.

A lei per poco non andò di traverso il boccone, e disse, sperando che fosse proprio un ratto quello di cui stava parlando, ma hai controllato dappertutto che non ce ne fossero altri?

Tranquilla disse lui, c’era solo quel grosso ratto e non c’era nient’altro.

Ma guarda, un ratto delle dimensioni di un uomo! Lei mangiò la foglia e per tre giorni non parlò.

Al terzo giorno finalmente parlò e disse, marito mio non credo che in casa entreranno mai più altri ratti.
Lo penso anch’io disse Gervaso, bevi un bicchiere di vino, ne hai bisogno.

 

 






Un grosso ratto testo di Fringuello
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