Una statua

scritto da EhGià
Scritto 7 anni fa • Pubblicato 7 anni fa • Revisionato 7 anni fa
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Autore del testo EhGià

Testo: Una statua
di EhGià

Piccoli passi cadenzati, per sembrare immobili.
Muoversi non appena giri la testa, con un retrogusto d' agguato sebbene non nascesse come tale.
Ma una statua che prova a muovere i primi passi può riscontrare dei problemi con la società.
Le buone intenzioni ci sono sempre, sebbene non sia sempre abbastanza
Mangiare qualche metro di terreno ed avere il bisogno di non essere osservati,
Per paure che provengono da un'altra vita o che forse hanno più attinenza con questa.
Fermarsi ancora per ritornare statua e far dimenticare ai passanti della propria esistenza, disperdere i pensieri ed aspettare, le aspettative sono un fardello di cui farebbe a meno, forse sembrerebbe più semplice.
Attendere il coraggio per muovere un altro passo, se mosso solo dalla buona sorte non assicura la stabilità necessaria per reggere il corpo, figurarsi l'avanzare.
Restare in piedi è complesso, e per terra non è bene stare, una statua stesa in mezzo alla strada non è ciò che definiremmo usuale e forse nemmeno lecito. Inviare i moduli per un permesso di caduta libera.
Paure svelate, che non scompaiono in assenza di luce, è uno spettacolo privato.
Nonostante la carenza di lampioni in questa strada, uno resta acceso e continua a puntarla, è tutto ancora li visibile.
Per fuggire dal lampione prese a camminare senza più le ritmiche pause, proseguì fino a che la luce del sole non tornò ad intimidirla.
Corse di notte e fece piccoli passi di giorno per qualche kilometro ancora, fino a quando sulle prime luci dell'alba, gli passò accanto un robot con degli occhiali da sole scuri che continuava a correre nonostante la luce, e le intimidazioni degli sguardi non lo spaventavano.
Statua reputò giusto trovare un ottico, combattere la timidezza e comprare degli occhiali scuri. Li indossò ed effettivamente la sensazione di disagio migliorò, che fosse realmente merito degli occhiali o meno, questo non ci è dato saperlo, e per i più saccenti non trarrei conclusioni affrettate sulle sue motivazioni. Non sapremo mai se il disagio scemò per una questione di moda o di carenza di vista, ma si vocifera di una statua che corre incessantemente di notte e di giorno con degli strambi occhiali, che ha invaso il campo di corsa delle olimpiadi, pare sia arrivata terza ma che non si sia fermata sul podio.
Una statua testo di EhGià
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