Dove Finisce il Cielo

scritto da lubeck92
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Tra un motore e un violino, tra il dovere e i sogni, continuo a cercare quel punto in cui il cielo finisce e l'anima comincia.
- Nota dell'autore lubeck92

Testo: Dove Finisce il Cielo
di lubeck92

DOVE FINISCE IL CIELO

Memorie di un uomo nato tra la musica e il volo

Sono nato a Lubiana, città di fiumi silenziosi e cieli d'inverno, da padre sloveno e madre italiana. Da mio padre, primo violino presso la Filarmonica di Vienna, ho ereditato il linguaggio delle note; da mia madre, insegnante di Storia e Filosofia, il desiderio di comprendere il tempo, gli uomini e il loro destino.

Sono cresciuto tra spartiti, libri e conversazioni che insegnavano a guardare oltre l'apparenza delle cose. La musica è stata il mio primo orizzonte, la cultura la mia prima patria.

Ma fin da bambino esisteva un'altra chiamata. Mentre gli altri osservavano gli uccelli, io seguivo gli aerei. Mentre gli altri guardavano la terra, io cercavo il cielo.

Quella passione mi fu trasmessa da mio zio Joseph, fratello di mio padre, pilota militare che concluse la propria carriera con il grado di generale. Nei suoi racconti non c'erano soltanto aeroplani o missioni, ma il senso del dovere, il coraggio e il rispetto per ciò che si sceglie di servire.

Dopo il mio percorso di studi fui ammesso all'Accademia Aeronautica in Germania. Quegli anni plasmarono il mio carattere e posero le fondamenta della mia vita militare. In seguito perfezionai le tecniche di volo negli Stati Uniti, incontrando nuovi orizzonti, nuove culture e nuovi modi di interpretare il cielo.

Oggi sono un Capitano dell'Aviazione Militare slovena. Ho trentasette anni e presto servizio nella missione UNIFIL in Libano insieme al contingente sloveno. Terre lontane, confini fragili, volti sconosciuti e cieli diversi hanno accompagnato il mio cammino, insegnandomi che la pace è spesso il compito più difficile e più nobile che un uomo possa ricevere.

La vita militare concede poco alla normalità. Le missioni, l'addestramento e le responsabilità impongono distanze e silenzi che non tutti comprendono. Non sono sposato e non ho figli; il cielo, in qualche modo, è stato il mio compagno più fedele.

Eppure, anche nelle giornate più impegnative, trovo sempre un rifugio nelle parole e nella musica. Scrivere significa raccogliere ciò che il tempo disperde; ascoltare musica significa ritrovare la strada di casa, ovunque essa sia.

Vi sono notti in cui il rumore dei motori lascia spazio al silenzio e il silenzio diventa memoria. In quei momenti ritornano i libri di mia madre, il violino di mio padre, i racconti di mio zio e il ragazzo che, a Lubiana, alzava gli occhi verso il cielo senza sapere ancora quale sarebbe stata la propria rotta.

Ho imparato che si può attraversare il mondo e rimanere fedeli alle proprie origini; che la disciplina non esclude la sensibilità; che un pilota può custodire poesie e che un uomo in uniforme può continuare a sognare.

Forse sono questo: un viaggiatore sospeso tra due cieli. Quello reale, che attraverso in volo, e quello invisibile, fatto di musica, ricordi, parole e sentimenti.

Il primo mi ha insegnato l'altezza.

Il secondo mi ha insegnato la profondità.

E tra questi due orizzonti continuo a vivere, a volare e a scrivere, cercando ogni giorno quel punto misterioso in cui il cielo finisce e l'anima comincia.

Johann Lubeck

Figlio della musica, custode delle parole, uomo del cielo.

Dove Finisce il Cielo testo di lubeck92
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