Rimpiango i vecchi, cari tempi in cui c'era chi smazzava un mazzo di carte o di tarocchi sparigliandoli, con dolcezza da boia, su un tavolo immerso in una stanza buia e tenebrosa, mentre l'olezzo di pasta e fagioli si spandeva dalla cucina. Un mazzo da sparigliare con cura amorevole, ma dal viso enigmatico; come se quel mazzo fosse la tua pelle, spezzettata e rispezzettata per decifrarne i tanti e impervi percorsi possibili, destinati però a incunearsi tutti in un unico senso senza sbocco: una vita di merda.
Speravi, perlomeno a fine taroccata, che la parola "merda" si staccasse da "Una vita di..." per trasformarsi in "Una vita spericolata", o che si potesse aggiungere qualcos'altro, tipo dei cioccolatini, sui puntini di sospensione.
Ma, ahimè, il divorzio fra me e la merda non è mai avvenuto. Giusto per precisare, va così; anche se il taroccatore mi aveva annunciato con enfasi trombettante che sarebbe andata al contrario. Chissà perché, però, a fine seduta mi regalò una confezione di rotoli di carta igienica e un badile da stalla, stringendomi la mano e reclinando il capo a mo' di condoglianze...
Mi ricordo ancora gli occhi del vampiresco veggente lampeggiare a intermittenza, per poi strizzarsi, stropicciarsi e rigirarsi compulsivamente da un lato e dall'altro, finché non si intorcinarono completamente. Come se in quella parata a festa vedesse volicchiare di carta in carta il Diavolo in persona impugnare il tridente e, più che sghignazzante, urlare: "Non mi smuovo dalla pellaccia del tuo cliente. Ci sto da Diooooo!".
Alla fine della sua girellata di bulbi oculari — e delle mie palle nei bassifondi — batteva cassa... Ma perlomeno c'era un non so che di scrosciante e liquida magia nell'aria, simile a una lunga e liberatoria tirata di sciacquone. Si creava, fra il cliente taroccato e il taroccatore, un'empatia diarroica e da giostrai. Alla fine ti offriva un piatto di pasta e fagioli e l'immancabile caffè, dopo che tutta questa tiritera ti era costata come due coperti in un ristorante di lusso...
Poi, non so se ricordate quelle rivistine da due soldi in cui si pubblicizzavano cosucce pronte a far gridare al miracolo. Mi ricordo la foto che reclamizzava un paio di occhialoni a infrarossi: inforcandoli, potevi vedere le grazie, belle spoglie di abiti, delle ragazze, anche se indossavano spessi sacchi di juta. Costavano un botto. Un paio di occhiali magici che perforavano i panni. Ricordate? Scommetto che qualcuno fra i miei amici virtuali li ha ordinati. Dai, dite la verità: che porci cronici che siete, avete svuotato il portafoglio della poveretta di vostra madre a sua insaputa per ordinarli! Era il sogno dei maschietti, quegli occhiali magicamente perforanti.
Ecco! Un mio amico pervertito li ordinò e volle testarli in mia presenza. Inforcò quegli occhialoni che parevano da saldatore e si mise a scrutare cipiglioso in lungo e in largo, andando in un'occhialuta apnea davanti a un gruppo di ragazze. Passarono alcuni minuti speranzosi che quegli occhietti miracolosi facessero gridare agli embolati occhi del mio amico: "Miracolo! Miracolo!".
Poi si tolse gli occhiali. Il suo volto componeva geroglifici e caratteri cuneiformi sumeri che, tradotti, significavano: "Boh, mi sa che ho preso una sola. Me la sono presa in quel posto". Infine, con il tono deluso dell'italiano ennesimamente perculato, esclamò: "Non si vede un cazzo!".
E io a rispondergli: "Ti è andata alla grande. Sì, hai sentito bene: ti è andata bene perché, se vedevi cazzi e palle, di sicuro ti era capitato di bagordare con gli occhi su un gruppo di travestiti o di trans".
Mo' questa cosa del farsi fare i tarocchi è quasi tramontata. Oggi i taroccatori e ladri di polli hanno cambiato vocaboli e modi di agire: si fanno chiamare "Guru", "Motivatori", "Influencer". Usano le frequenze satellitari, montano video o vanno in diretta sui canali del mainstream per promuovere le loro chicche, che ricordano tanto una supposta. Roba che va dal: "...Se la tua vita è di merda eccomi qua. Approfittane...".
Ti snocciolano un curriculum da spalatore di cloache medievali e seguono il percorso del cliente standogli appollaiati addosso ogni minuto. Specialmente se hai le chiappe che troneggiano sul cesso, esortandoti in videochiamata con tono sprizzante e motivato a sforzare, spingere, spremere e mandare giù: "Spingi! Spingi! Così che tu possa sgravarti e, finalmente, olfattare l'odore della vita che fai a piene narici!".
Una volta mi capitò di imbattermi nel video di un "Guru specializzato nel ritorno della verginità". Questa cosa è vera, lo giuro. Metti che qualcuna — e ce ne sono — aggirandosi attorno ai 30-40 anni abbia intenzione di sposarsi e darsi un tono da vergine, così da attrarre uomini di alti valori morali e religiosi, ma non sappia come fare perché terrorizzata dalla chirurgia plastica vaginale.
Il metodo da lui espresso consisteva nel prendere una salvietta leggermente bagnata, spargerci sopra due cucchiaiate di Olio Extra Vergine e carezzarsi la "cosa" con l'intruglio oleoso (capito, no?). E una tizia lo fece subito, commentando il video del Guru: "...Ho seguito le tue istruzioni. E adesso? Devo fare qualcos'altro...?".
Dopodiché partirono non so quanti commenti di risposta all'indirizzo della provetta e aspirante vergine olivara. Un commento in particolare ottenne così tanti like e risposte che, per quanti erano, la tipa avrebbe dovuto rivolgersi a uno studio di ragionieri per contabilizzarli... Diceva così: "Dopo che sei andata giù con la salvietta, buttaci due foglie di lattuga, due pomodorini tagliuzzati, un pizzico di sale e una spolverata di origano, e ti sei preparata l'insalata. Buon appetito, e tutto senza piatto da lavare. Al posto di usare la forchetta puoi usare le mani, che tanto è tutta roba tua".
Beh, che aggiungere? Niente. Anche perché la donna era passata da una dieta sessuale carnivora a una completamente vegetariana...
Ci sarà sempre il truffatore e il truffato, la vittima e il carnefice. L'unica cosa che cambierà è il modo... Finché questo sasso che gira e rigira intorno al sole non tirerà il freno a mano, estrarrà le chiavi dal cruscotto e metterà definitivamente tutti gli uomini in mutande...
Buon An-Gul(r)u a
Insalata di pomodori e fiche testo di Giullare della morte