Ciao. Il giorno in cui ho fatto coming-out con i miei genitori ho registrato l'audio con il mio telefono. Questa è la trascrizione per filo e per segno di ciò che è stato detto. Enjoy!
- Nota dell'autore mati
Testo: Il mio coming-out di mati
*Io che spengo la TV e mi siedo* MAMMA: “Ti è venuta l’ispirazione?” IO: “Sì. Allora… quello che volevo dire, che probabilmente è una cosa che sapete già però volevo che uscisse dalla mia bocca, è che sono lesbica: mi piacciono le ragazze” MAMMA: “Mh, okay” IO: “Aaaah l’ho fatto!” PAPÀ: “Non lo sapevamo mica noi, si poteva immaginare, però no… Hai fatto un grande passo Mati” *Rumore di baci* PAPÀ: “Cucciolona” *Respiri profondi* PAPÀ: “Avevi paura di non essere accettata da mamma e papà?” IO: “No” *Discorsi indecifrabili* PAPÀ: “Son tanto contento” *Baci * PAPÀ: “Hai pensato di essere sbagliata per questa cosa?” IO: “Sì” *Mia madre che si lamenta per il caldo* PAPÀ: “L’unico problema che poteva essere è se mi dicevi che eri interista” *Io che rido* MAMMA: “No Mati lo sai che non è un problema” *Respiri profondi pt.2* MAMMA: “L’unica cosa, mi sembra che a volte annulli un po’ la tua femminilità. Non so se per questo o… no? Ceh non è che per forza… Mi sembra che a volte ti nascondi un po’ anziché mostrarti, anziché valorizzarti. No Mati?” *Io che in una normale occasione avrei litigato con mia madre ma che sto zitta perché non voglio rovinare il momento* PAPÀ: “Devi fare solo quello che ti senti Mati” MAMMA: “No quello sicuramente, però siccome sei bella puoi anche valorizzarti un po’ di più, non stravolgere la tua immagine” PAPÀ: “Valorizzarti, secondo me devi valorizzarti come carattere prima di tutto. Non aver paura. La prima cosa è il carattere, il comportamento, la forza che ci metti. Tutto il resto vien da sé. Devi valorizzare te stessa.” *Io che non sono in grado di dire una singola parola” PAPÀ: “Devi stare sempre a testa alta, senza sentirti diversa” MAMMA: “Si purtroppo vivi a *nome del mio paese*, quindi questo è…” PAPÀ: “Eeeehhh” MAMMA: “Un po’ non è semplice magari; fossi a Milano già sarebbe diverso.” PAPÀ: “*Nome del mio paese*, Milano, ormai…” MAMMA: “Sì sì certo però voglio dire, l’emancipazione a Milano c’è già da qualche anno rispetto a qui. Sto dicendo quello” PAPÀ: “Dipende da come ti comporti. L’altra volta sono andato in Basilicata e uno che c’è lì a lavorare ha un ex-marito (perché adesso si è separato) ed è insieme ad un altro e l’ha detto tranquillamente a tutti -che sai, è una cosa che magari tendi a non dire agli estranei e invece lui ha parlato de suo ex-marito-” *Mio padre che dice qualcosa che mi fa ridere* IO: “Profumi di alloro” (n.d.a. mio padre aveva appena finito di preparare il ragù) *Mio padre che ride* PAPÀ: “Sono tanto contento che lo hai detto, capito? Devi stare sempre a testa alta” *Respiri profondi pt.3* PAPÀ: “Lo sai che son tanto orgoglioso? *Si sentono rumori strani* PAPÀ: “Ma è Gimbo?” (n.d.a. Gimbo è il nostro cane) IO: “Boh” MAMMA: “No non credo sia Gimbo” PAPÀ: “Eh pensavo che stesse russando” MAMMA: “Poverino, guardalo com’è lì!” IO: “Che carino” *Si ritorna al discorso principale* PAPÀ: “C’è qualche ragazza in particolare che ti piace?” IO: “No” PAPÀ: “Mati adesso che fai questi passi avanti devi mollare gli ormeggi” MAMMA: “Devi?” PAPÀ: “Mollare gli ormeggi dico. Non devi più aver paura, di niente devi aver paura. Testuggine” *Baci*
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