Il grande Bob

scritto da agar
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Date un giudizio, spero vi piaccia. Singolare che in un sito di poeti nessuno sia in grado di esprimere un pensiero positivo o negativo da un testo recensito. Grazie un abbraccio a voi
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Testo: Il grande Bob
di agar

Il dottor Charles Coindreau l’io narrante della storia, sposato con Madeleine hanno figli, sono sereni e a Montmartre hanno conosciuto un’altra coppia Lulù e Bob, gioia di vivere serenità, del buon vino bianco. Poi mentre Charles sta visitando una donna arriva la notizia: improvvisamente apprende che Bob è morto annegato.

Ben presto si appura che la morte non è accidentale e deve attribuirsi a suicidio. Ma come è possibile che da un quadro così apparentemente sereno si arrivi alla tragedia?

Tutto questo bellissimo libro verte su quest’unica domanda che, si badi bene, non coinvolge solo la vita di Bob e sua moglie Lulù per curiosità o per amicizia ma è l’analisi anche di Charles stesso per capire i meandri della sua psicologia e in generale della psicologia degli uomini.

Bob, il grande Bob come è per tutti, Robert Dandurand un uomo allegro, pronto allo scherzo, nemico dell’etichetta, disponibile all’innocente punzecchiatura come alla chiacchiera spensierata, che ride spesso, con il suo intercalare preferito “che spasso” quali inquietudini può avere che lo portino a rinunciare alla vita?

E’ stato un ottimo studente ma alle soglie della laurea in legge molla tutto per stare con Lulù, una donna molto semplice, in carne ed assai ingenua ma Bob, fino ad allora Robert per tutti ma lei preferisce chiamarlo Bob, vuole stare con lei, elevarla, forse salvarla da una vita destinata forse alla strada o a ripetuti rapporti occasionali. Per lei rinuncia a presentarsi all’ultimo esame e non prende la laurea, non lavorerà come avvocato, causando una tragedia in famiglia e un attrito insanabile con suo padre.

Non è amore per Lulù, è spirito di altruismo o almeno fare un’opera degna di encomio tutto personale. Dall’unione non vengono figli, Lulù ha almeno sei aborti spontanei, lui ha molte amanti ma torna sempre da lei.

E’ Charles a scandagliare nella vita del suo amico, sta cercando la sua in quell’infelicità di una moglie, la sua Madeleine, che scopre distante come al contempo si accosta a Lulù e alle sue crisi di pianto per non voler star sola e scopre affinità inconfessabili solo con lei, la visita, le dà dei calmanti, la ascolta, nemmeno Charles disdegna di avere come amante la spigliata Adeline ma è sull’inquietudine di Lulù che vuole soffermarsi. Lulù che per non stare sola nella stessa casa che aveva diviso con Bob ha preso con sé la zitella Berthe che diventa la sua aguzzina determinando nella fragile Lulù quasi ferree regole di coppia fra donne dal momento che dormono insieme.

Ma Lulù ha un bisogno quasi feroce di confrontarsi con un uomo, con Charles, in un mare di sotterfugi e frasi non dette, periodi di confidenze strette e periodi di lunghe separazioni, da medico a paziente ma anche come un uomo e una donna che cercano di ritrovarsi, lei senza Bob e lui con un amico in meno per mezzo del quale, scandagliando le sue fragilità, sta cercando di scoprire le sue.

In effetti emerge che Bob soffriva di stomaco ed era prossimo ad una operazione oncologica, il tumore poteva essere asportato ma non era certa la guarigione o la recidiva. E Bob aveva scelto di morire senza cedere di un millimetro ad un cambiamento di carattere, sarebbe stato fino all’ultimo giorno l’uomo pronto allo scherzo che aveva creato con la sua donna e con il gruppo di amici un territorio di leggerezza dove tutto era possibile e la parola veniva svuotata da ridondanti significati per cui litigare o appigliarsi a cavilli di inutili discussioni, Dire fra amici la prima cosa che viene in mente e riderne insieme, facendosi nel contempo un bicchiere di bianco in allegria.

Ben presto Lulù troverà la forza di liberarsi della opprimente compagnia di Berthe ma nel contempo sceglierà di lasciarsi andare e non mangiare più, Charles non farà in tempo a salvarla rimanendo vivo nella sua infelicità e pensando a Lulù e a Bob che per tutta la vita l’avevano rincorsa e vissuta a modo loro per vie diverse che finalmente si ricongiungeva nello stesso epilogo.

Un romanzo fra i più belli di Simenon, un viaggio nella fragilità umana nei percorsi intellettuali di strade giuste già scritte che non si vogliono percorrere e di strade sbagliate mai percorse cui però non ci si può sottrarre con una voce fuori campo di un dottore che guarisce gli altri ma non sana le sue ferite, guardando dal di fuori Bob che muore scegliendolo ed esclamando idealmente il suo proverbiale “che spasso” e con Lulù che era nata a nuova vita conoscendo lui e che smette di vivere come le vite che dentro di lei non sono riuscite a nascere.

Il grande Bob testo di agar
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