La reppublica dei cretini

scritto da autentico Marcello
Scritto 5 giorni fa • Pubblicato 15 ore fa • Revisionato 15 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di autentico Marcello
Autore del testo autentico Marcello
Immagine di autentico Marcello
E' una favola divertente e molto significativa
- Nota dell'autore autentico Marcello

Testo: La reppublica dei cretini
di autentico Marcello


LA REPPUBLICA DEI CRETINI

Nel cuore di un continente dimenticato dalle mappe, esisteva una nazione prospera e felice: la Repubblica dei Cretini. Nessuno sapeva esattamente quando fosse nata, ma tutti i suoi abitanti erano certi di una cosa: lì, tra cretini, ci si capiva alla perfezione.

Il presidente, eletto con il 99,9% dei voti, si chiamava Ottuso Primo. Aveva una sola promessa elettorale: “Niente domande, solo risposte semplici.” Fu acclamato come genio.
 
Ogni mattina, i cittadini si svegliavano e si scambiavano saluti profondi come:  — “Hai visto che bello il cielo oggi?”  — “Sì, è blu come ieri. Che meraviglia!”
Le scuole insegnavano l’arte del pensiero circolare: ogni domanda doveva finire dove era iniziata.  — “Perché il sole sorge?”  — “Perché è il suo mestiere.”  — “Ah, giusto.”
I giornali titolavano:  “Grande successo: il governo ha abolito la complessità!”  “Record di felicità: nessuno ha capito nulla, ma tutti sono d’accordo!”

Il motto nazionale era inciso su ogni edificio pubblico:  “Tra cretini ci si capisce bene. E siamo in tanti.”

E in effetti, erano tantissimi. Ogni giorno nascevano nuovi cittadini, accolti con un test d’ingresso:  — “Ti piace pensare?”  — “No.”  — “Benvenuto!”

Un giorno, però, arrivò uno straniero. Si chiamava Senso Critico. Parlava strano, faceva domande, dubitava. Provò a spiegare che forse, solo forse, c’era un altro modo di vivere. Ma nessuno lo capiva.  — “Ma perché vuoi complicare le cose?”  — “Perché la verità è spesso complessa.”  — “Ah, allora sei uno di quelli…”
Fu esiliato con gentilezza. “Non è cattiveria,” gli dissero, “è che qui ci capiamo troppo bene per ascoltare chi è diverso.”

E così la Repubblica dei Cretini continuò a prosperare. Le strade erano pulite, le menti vuote, e i cuori leggeri. Nessuno si sentiva solo, perché nessuno si sentiva diverso. E ogni sera, davanti al telegiornale, tutti ripetevano in coro:  “Tra cretini ci si capisce bene. E siamo in tanti.

La reppublica dei cretini testo di autentico Marcello
3