Un vecchio tavolo di legno logoro ed una sedia di paglia mi attendono con un foglio ed una penna mentre la sera scende repentinamente sulla collina portando con se’ i profumi delle stelle ed un batuffolo di vento che riempie il bicchiere dei miei ricordi.
Le gambe mi sorreggono a fatica dopo anni trascorsi a scappare per cercarmi tra le perdute strade illuminate di una società sprofondata nel buio di un dirupo scavato con le proprie mani, bruciate nella cera calda colata dalla fiamma che ha consumato lentamente le nostre anime.
Nelle fenditure del terreno ho visto uomini e donne con occhi ormai consumati ed insanguinati dal vento dell’egoismo strappare terra e grano a chi non aveva da mangiare, scaricare la propria coscienza di plastica ai bordi delle strade nei fiumi e nei mari, uccidere e violentare donne in nome di un Dio sconosciuto…..
Nella sera i pensieri corrono veloci ormai sulla mia barba ingrigita dal tempo, una foglia rossastra mi svolazza tra le mani e nel prenderla vedo la mia vita, la nostra vita…..
Siamo tante piccole identiche foglie appese a rami di un grande albero scosse dal vento che con sorpresa un giorno ci farà danzare per un’ultima volta nel vuoto per poi cadere a terra a rigenerare nuova vita.
Ma viviamo pervasi dal vano pensiero che accadrà solo a quella accanto ….voltando gli occhi verso il sole per non perdere il posto al teatro dell’indifferenza.
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