Figlia di…

scritto da Fresia
Scritto Ieri • Pubblicato 20 ore fa • Revisionato 9 ore fa
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Racconto parzialmente ispirato a fatti reali.
- Nota dell'autore Fresia

Testo: Figlia di…
di Fresia

Era felice Valeria, ora che aveva trovato un luogo in cui sentirsi accettata. Dopo aver subito tante vessazioni, dopo essere stata definita troppe volte "figlia di buona donna" in modo brutalmente esplicito o alle spalle con ironici sogghigni, finalmente le pareva di respirare un po' di aria fresca e di riuscire a sopportare meglio il bullismo di cui, fin dall'inizio, era stata vittima al liceo.
Era consapevole di ciò che la madre faceva dietro le quinte, ma non era giusto che lei dovesse farne le spese.
Non proveniva di certo da una famiglia esemplare, suo padre se ne era andato da tempo, non sopportando più la moglie, ma Valeria, nonostante tutto, amava sua madre, specialmente ora che una grave malattia richiedeva le sue cure di figlia. 
Non era facile per lei  dividersi tra la scuola, le necessità materne e il gruppo parrocchiale in cui era entrata di recente, ma la sua grande voglia di vivere e la sua energia le consentivano di far fronte a tutto. 
E poi, lì aveva conosciuto Luigi che l'amava per la ragazza sincera e generosa che era e che non le aveva mai fatto pesare la sua situazione.

Pur trovandosi a convivere con varie difficoltà, Valeria concluse brillantemente l'esame di maturità e il giovane, per l'occasione, le fece il più bel regalo che potesse desiderare.
"È giunto il momento che io parli di te alla mia famiglia", le disse, "sicuramente tutti ti vorranno bene come te ne voglio io".
Valeria era entusiasta, anche se, a dire il vero, un po' preoccupata.
I genitori di Luigi li conosceva appena, con loro aveva scambiato solo qualche frettoloso e timido saluto, ma le erano stati descritti come persone di grande umanità e in questo confidava ardentemente, sperando di trovare in loro quel calore e quella serenità che le erano sempre mancati.

Passavano i giorni, ma quel momento pareva non arrivare mai.
Luigi era affettuoso con lei come al solito, eppure, al tempo stesso, sempre più strano e Valeria si decise a chiedere spiegazioni.
"Non  so davvero come dirtelo", rispose il ragazzo, visibilmente imbarazzato, "il parroco ha parlato ai miei di tua madre, insinuando che tu non sia affatto la donna giusta per me. Mi stanno dando il tormento e per ora non posso portarti a casa".
Luigi affermò che nulla sarebbe cambiato tra loro e che insieme avrebbero superato ogni cosa, ma Valeria aveva capito che quella macchia, di cui lei non era affatto responsabile, non sarebbe mai sparita del tutto e che avrebbe dovuto continuare a lottare contro i pregiudizi della gente.

Si sentiva profondamente tradita da quel sacerdote che le era sempre sembrato accogliente e che falsamente le sorrideva, lodandola  per i servizi che lei, nel suo poco tempo libero, offriva alla parrocchia. 
Decise che avrebbe smesso di frequentarla, poiché non  avrebbe più potuto guardare in faccia quell' uomo, la cui ambiguità la rendeva profondamente triste e anche perché, alla fine, nessuno le aveva dimostrato la solidarietà che aveva creduto di trovare.
Penso', inoltre, che si sarebbe dovuta allontanare anche da Luigi, poiché, nonostante l'amore che nutriva nei suoi confronti, mai avrebbe voluto essere motivo di una rottura tra lui e la sua famiglia. Alle rinunce era abituata, del resto.

Dopo  la morte della madre, Valeria lasciò la città .
Nessuno seppe più nulla di lei, ma mi piace pensare che il destino le abbia regalato un po' di meritata tranquillità e una vita decisamente più appagante. 

Figlia di… testo di Fresia
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