Passeggeri di passaggio

scritto da La joie de vivre
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Testo: Passeggeri di passaggio
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Passeggeri di passaggio

Sono seduti nel treno, uno di fianco all'altro, due signori di stazza diversa. Quello che occupa più spazio strizza contro il finestrino l'altro dal fisico più asciutto, che sente evacuare i suoi polmoni e allora irrigidisce il gargarozzo e solleva le spalle per lasciar entrare un filino di aria.
Passa il controllore. "Biglietti, prego".
Il magrolino, il volto ormai color viola melanzana, non riesce né ad allungare le braccia né a chiedere al ciccione di liberarlo dalla morsa ma trattiene a stento quel poco di rantolo che gli resta.
Il torchio umano, vedendolo in difficoltà, si convince che non abbia il biglietto e cerca di aiutarlo. "Esimio ufficiale delle ferrovie, il mio segaligno vicino potrebbe parere pernicioso, giacché pervicacemente tace ma in realtà è assai probo, ancorché sordomuto e malazzato mentale...". Detto ciò, per recuperare dalla tasca dei pantaloni il suo biglietto, sposta da un lato un mezzo quintale di gluteo, giusto in tempo per evitare la completa svaporazione dello spilungone, che scatta in piedi, succhia l'aria dal finestrino e sbotta: "Ué, Sacripante, che stai a dire? Nun se capisce niente. Lassame piglià u bigliett dind a' la saccoccia e poi ti do tante di quelle botte in testa che malazzato ci diventi tu".
Il controllore, persona perspicace seppur malpagata, preconizza una rissa. "Vedo che siete impegnati. Ci vediamo domani, alla stessa ora".
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