Il Sogno Di Sabine

scritto da Marco Niente
Scritto Ieri • Pubblicato 15 ore fa • Revisionato 15 ore fa
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Auguri Dylan Dog per i tuoi 40 anni!
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Testo: Il Sogno Di Sabine
di Marco Niente

Quando Dylan aprì gli occhi si trovò sdraiato in una cripta illuminata da delle spettrali candele.
Intorno a lui c’erano antiche statue di pietra segnate dal tempo e varie tombe coperte dalla polvere e dalla muffa i cui epitaffi erano ormai illeggibili.
Dylan si alzò lentamente dal gelido pavimento, si stropicciò gli occhi e cerco di ricordare dove si trovasse e come fosse arrivato lì.
Il buio, la sua mente era vuota.
L'ultimo suo ricordo era di essere stato trascinato al cinema da Groucho e, mentre lui si stava annoiando a vedere per l’ennesima volta un film di fantasmi, il suo assistente si stava divertendo cercando di fare spaventare i pochi altri spettatori utilizzando una mano mozzata finta.
“Sicuramente mi sarò addormentato… ma poi come sono finito qui?” Penso Dylan.
Lentamente si avvicinò vicino ad una statua alata particolarmente inquietante e incuriosito pose la mano sulla fredda pietra.
All’improvviso la statua prese vita e afferrò di scatto il braccio di Dylan.“Giuda Ballerino!” Urlò Dylan cercando di divincolarsi.
Gli occhi della statua si accesero di un bagliore rosso fuoco e dalla bocca pietrificata uscirono rivoli di sangue e urla bestiali.
L’essere di pietra, sfoggiando una forza soprannaturale, lo sollevò sopra la sua testa e lo lanciò contro il muro.
Dylan si rialzò a fatica e, in preda al panico, cerco un’arma per difendersi.
Trovò lì accanto un candelabro di metallo e colpì con forza la testa della statua frantumandola.
Il corpo di pietra cadde a terra senza vita ma subito altre statue iniziarono a muoversi come se si fossero svegliate da un sonno eterno.
Dylan terrorizzato si guardò velocemente intorno e vide una vecchia porta a pochi metri da lui.
Corse verso di essa e cercando di aprirla scoprì che era incastrata.
I mostri di pietra erano ormai vicinissimi e quindi disperatamente cercò di sfondarla con una spallata.
Spinse con tutta la sua forza e, mentre una mano di pietra gli strappò la manica della sua giacca, i vecchi cardini cedettero e si ritrovò fuori per terra nella sabbia in quello che sembrava un deserto.

Si guardò indietro e non c’era più traccia della cripta e delle statue.
Il cielo ero chiaro e brillava al suo centro un tiepido sole.
Guardandosi intorno vide solo sabbia e qualche sporadico cactus.
Dopo qualche minuto di indecisione decise di camminare tenendosi il sole alle spalle.
Dopo un tempo imprecisato vide qualcosa brillare nel terreno.
Si mise a correre verso di esso e quando raggiunse quell'oggetto rimase a bocca aperta.
Era un disco di metallo lucido dal diametro di circa 4 metri.
L'oggetto emanava un leggero ronzio e toccandolo Dylan sentì una leggera scossa elettrica.
Ad un certo punto sentì un fischio crescere d’intensità nelle orecchie e cadde dolorante in ginocchio tenendosi la testa con le mani.
Quando quel rumore assordante cessò si accorse che era buio e la luna brillava alta nel cielo.
L'Ufo ora aveva una apertura a forma d'arco e da essa filtrava una flebile luce.
Dylan fu colto da paura e stupore quando dall’oggetto misterioso uscì un essere piccolo e magro, dalla pelle grigia, con la testa enorme e il corpo esile.
L’alieno si fermò a due metri da lui e mentre lo fissava asetticamente con i suoi enormi occhi neri gli parlò telepaticamente.
“Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn”
Dylan rimase basito… dopo qualche istante sentì la voce di Groucho.
“Capo.. capo sono qui! Tu sei Quo e l’alieno è Qua!”
“Ma porc! Groucho! Dove sei !” Urlò Dylan.
“Sono su! “ disse il suo assistente.
Dylan alzò lo sguardo e vide il viso di Groucho dentro alla luna piena.
“Groucho ma come sei finito lì ?” Disse Dylan sempre più shockato.
“Al cinema ho rivisto una mia ex fidanzata e si è stupita di quanto fossi ingrassato...E che ora la mia faccia sembrasse una luna piena...L'ho presa alla lettera!” Disse Groucho divertito.
L’alieno nel mentre estese il braccio, aprì la mano tetradattile mostrando nel palmo un piccolo galeone dorato che subito incomincio a vibrare e brillare.“Capo la pistola!” Urlò Groucho.
Dalla luna cadde la pistola che si conficcò nella sabbia ai piedi di Dylan.
Lui la prese velocemente e sparò in testa al grigio che cadde stramazzando al suolo.
Si avvicinò lentamente al corpo e lo tocco con il piede.
Era morto e dal foro nella fronte era fuoriuscito del liquido biancastro.
Dylan raccolse il piccolo galeone e lo mise in tasca e d’istinto tocco il sangue alieno con le dita.
Era denso e gelido al tatto e come preso da una strana perversione lo portò alla bocca per assaggiarlo.
Un gusto decisamente metallico lo invase e la vista si offuscò mentre immagini di un passato mai sepolto si fecero più nitide.
Spezzoni di vite passate su un galeone con suo padre, Morgana e poi Xabaras…
Perse i sensi e svenne.

Si risvegliò qualche ora dopo.
Era sdraiato in riva ad una spiaggia con le onde che delicatamente bagnavano i suoi piedi.
Il cielo era buio ma infinite stelle e corpi celesti riempivano la volta celeste e rischiaravano come a giorno la notte. Al suo fianco c’era una donna misteriosa vestita di nero.
Aveva penetranti occhi neri, lunghi capelli neri e un viso dolce ma velato di tristezza.
"Dylan, finalmente ti sei svegliato…“ disse la donna in nero.
“Chi.. Chi sei? E come sono finito qui ?” Disse Dylan agitato.
“Stai tranquillo Dylan.. io sono Sabine e questo è un mio sogno.“ disse dolcemente la donna.
“Sabine chi ? E questo è un sogno ? Giuda ballerino come può essere” disse Dylan sconvolto.
Lei lo accarezzò dolcemente e sussurrò:”Noi ci vedremo in futuro a Salem… ed è lì che ricorderai tutto sul tuo passato e su di noi."
Così dicendo si avvicinò a lui e lo bacio.
Dylan dopo un’iniziale riluttanza contraccambiò il bacio.
Non conosceva quella donna ma dentro di lui il quinto senso e mezzo gli stava suggerendo che ci fosse un qualche legame ancestrale tra loro.
In silenzio Sabine incominciò a spogliarsi e tolse i vestiti anche a Dylan.
I due si scambiarono altri baci e carezze e, accesi da una passione inaspettata, incominciarono a fare l’amore.
Il corpo di Sabine incominciò a modificarsi lentamente.
Delle branchie le spuntarono dietro alle orecchie, le mani e i piedi si fecero palanti e il corpo si riempì in parte di scaglie verdi.
Infine gli occhi divenatrono più grandi e sporgenti.
Sabine a quel punto disse: “Dylan amami come allora, seguimi negli abissi oceanici dove insieme saremo immortali in Dagon”.
Dylan per qualche istante fu combattuto se fermarsi e fuggire o continuare.
In lui si fece strada un sentimento antico e potente e si abbandono completamente al suo destino.“Sabine… sento di amarti da sempre… voglio stare con te in eterno” disse Dylan.
I due amanti raggiunsero insieme il piacere.
Dopo l’amplesso i due si sdraiarono abbracciati.
Dylan si addormentò e dopo qualche istante Sabine lo accarezzò e sussurrò: “A presto mio amato… la tua essenza ora è in me e genererà l’unione tra gli abissi immortali e la terra degli uomini. Il tributo di sangue di miliardi di vite sarà il trono dorato dove sorgerà la nuova razza di cui saremo i custodi."
Gli baciò il viso e scomparve silente tra le onde.

“Sveglia capo! Il film è finito da dieci minuti! Vuoi rimanere a pulire la sala?” Disse Groucho toccando Dylan con la mano finta.
Dylan si svegliò, si stiracchiò e in silenzio tornarono a casa.
Prendendo le chiavi della macchina non fece caso che in tasca avesse un piccolo galeone dorato.
Durante il tragitto verso casa penso tutto il tempo a Sabine e al sogno bizzarro oscillando tra uno stato di innamoramento ed inquietudine.
Una volta entrato nel suo studio si abbandonò sulla sedia e disse malinconicamente: “La rivedrò ancora ?!”.

Il Sogno Di Sabine testo di Marco Niente
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