L’osservare in un fuoco l’immagine confusa di erba – Il suolo morbido, gommoso. Accenni di golene sparse. La sagoma ammiccante della macchina meccanica, la pala ricurva, pesante, a terra puntata – E i pascoli sembrano attorno divorarla. L’odor rovente di camomilla si spande nell’aria – Di casa e d’autunno, di caldarroste, di fumo legnoso, acre, quasi vivente. Al limitar del bosco è relegato il gemito dell’abete troncato anzitempo – Catena meccanica macina, strappa. Il prato è cosparso d’affioranti rocce di tufo, noi ci giochiamo, quasi per istinto – L’inconscio reclama ogni atto. S’arrampica la meraviglia del prato biondo, dagli steli strigliati dal vento, dai cardi ingialliti dal fiore.
L’immane bellezza, più viva che estetica, sommuove ogni nube.
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