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questi sono gli ultimi giorni di mare. Prima di tornare ad una vita frenetica e responsabile che, per un motivo e per l’altro, ho dovuto rimandare. Mi manca la vita frenetica della città ma se devo essere onesta, mi mancherà stare qui, a casa con mia madre e il gatto, a due passi dal mare, e sicuramente più vicina a papà, in qualche modo. Se c’è il mare mi sento con lui.
Una differenza che noto con il passato è che non ho odiato rimanere qui. Forse perché sono cambiate così tante cose che mi hanno fatto crescere ancora più velocemente, mi hanno fatto capire che nulla è per sempre, nemmeno la persona che vedevi come “indistruttibile”. Sto avendo più compassione ed empatia nei confronti di quello che mi circonda e di me stessa. Non sto dando più niente per scontato. Dico ancora più volte “grazie”. Respiro profondamente più e più volte, assaporando ogni filo di aria che entra nel mio corpo. Mi sto amando di più e sto desiderando di più. Sto amando la mia famiglia più di prima. Sto amando i gabbiani perché papà amava fotografarli. Sto amando tutto e sono felice, in qualche modo. Non penso che sarò felice al 100% mai più. Però va bene così, sto cercando di andare avanti, fare del mio meglio per arrivare anche solo a quell’80%. Voglio godermi tutta la mia vita, fare esperienze nuove, viaggiare, conoscere tante persone, imparare bene le lingue, andare a vivere all’estero. Voglio fare tutto senza perdere una sola occasione. È difficile cercare di realizzare ed accettare un lutto del genere. Sinceramente fa schifo, fa male, ho sempre un nodo alla gola, piango ogni giorno, mi fa male lo stomaco dal dolore, mi verrebbe voglia di urlare fortissimo o distruggere tutto, tremo in continuazione ma sto cercando di non perdere la testa.