Ospite in giardino

scritto da giorgiog1
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Questa mattina è venuta a farmi visita una giovane femmina di gheppio.
Falco tinnunculus il suo nome scientifico, appartiene alla famiglia dei Falconidi ed è uno dei rapaci più diffusi del Paleartico occidentale.
Ha un'apertura alare di circa 75 centimetri.
La femmina è leggermente più grande del maschio e presenta una colorazione prevalentemente rossiccia; il maschio, invece, si distingue per la testa grigio-azzurra, il dorso macchiettato e la coda grigia terminante con una caratteristica banda nera. I giovani, nel loro primo piumaggio, assomigliano molto alle femmine.
Conosciuto in inglese come kestrel, in finlandese tuulihaukka, in francese faucon crécerelle, in tedesco Turmfalke e in spagnolo cernícalo común, questo falco è presente anche nella cultura popolare di molte regioni europee e mediterranee.
In Piemonte è chiamato crivèla, in Lombardia falchet di campanel, in Emilia falchet da passer, in Veneto astorelia o storella, in Campania cristarella, in Sicilia tistaredda, criveddu o cacciaventu, a Malta seker e nella zona di Nizza criveo.
In Sardegna è noto come futibbentu, termine che significa "se ne frega del vento", un riferimento alla straordinaria capacità di restare immobile nell'aria sfruttando le correnti. Altri nomi sardi sono tilibriu zerpedderi e tirulio.
Si stima che la popolazione europea conti centinaia di migliaia di coppie nidificanti. Di abitudini prevalentemente diurne, il gheppio trascorre gran parte della giornata appollaiato su un punto di osservazione dal quale controlla il proprio territorio. Lo si vede in volo soprattutto durante la caccia o nel periodo degli accoppiamenti. Nelle popolazioni sedentarie le coppie tendono a rimanere unite per tutta la vita, mentre negli individui migratori i legami di coppia sono generalmente meno stabili.
Il suo richiamo, un insistente "ti-ti-ti-ti", ha probabilmente contribuito all'origine del nome scientifico tinnunculus, che richiama proprio un suono tintinnante. Queste vocalizzazioni si fanno particolarmente frequenti durante la stagione riproduttiva.
Come tutti i falconidi, il gheppio possiede ali appuntite che gli consentono manovre rapide e precise. È una specie estremamente adattabile e vive in una grande varietà di ambienti: pianure, colline, montagne oltre i 2.000 metri di quota, zone umide, campagne aride e persino aree urbane.
La sua tecnica di caccia più caratteristica è il cosiddetto "volo a spirito santo". In questa posizione il rapace rimane praticamente fermo nell'aria, battendo rapidamente le ali e mantenendo la coda aperta a ventaglio per contrastare il vento. Da un'altezza di circa 10-20 metri scruta attentamente il terreno alla ricerca di possibili prede. La sua vista eccezionale gli consente di individuare persino un piccolo coleottero a decine di metri di distanza.
Preda soprattutto piccoli mammiferi come topi, arvicole, toporagni e pipistrelli, ma cattura anche lucertole, piccoli serpenti e numerosi uccelli, tra cui passeri, allodole e storni. Non disdegna inoltre grandi insetti e altri invertebrati come cavallette e lombrichi. Si calcola che un singolo gheppio possa consumare centinaia di roditori nel corso di un anno, svolgendo così un'importante funzione di controllo naturale delle popolazioni di piccoli mammiferi.
Le zampe, di colore giallo brillante, terminano con quattro artigli affilati utilizzati per afferrare e trattenere le prede. Una volta catturata la vittima, il becco adunco permette di lacerarne rapidamente le carni.
Il periodo del corteggiamento inizia in primavera. Il maschio esegue spettacolari voli nuziali intorno alla femmina alternando rapide battute d'ali e lunghe planate, accompagnate da continui richiami. Talvolta anche la femmina partecipa all'esibizione, dando vita a suggestive evoluzioni aeree di coppia.
Il gheppio non costruisce un proprio nido. Preferisce occupare nidi abbandonati da altre specie, soprattutto corvidi, oppure utilizzare cavità naturali in pareti rocciose, edifici, torri, ruderi e ponti. Può nidificare isolatamente oppure in piccoli gruppi.
La deposizione, generalmente composta da quattro a nove uova, inizia verso la metà di aprile. La cova è affidata quasi interamente alla femmina e dura dai 27 ai 29 giorni; il maschio provvede nel frattempo al sostentamento della compagna e della futura nidiata. Dopo circa un mese dalla schiusa i giovani compiono i primi voli, ma trascorrono ancora diverse settimane dipendendo dai genitori prima di raggiungere la completa autonomia.
Quando il nido è minacciato, adulti e giovani emettono un caratteristico richiamo d'allarme, descritto come kee-kee-kee. In queste circostanze i genitori compiono voli aggressivi contro l'intruso, aprendo la coda a ventaglio e arrivando talvolta ad attaccarlo direttamente.
Particolarmente suggestiva è l'immagine riportata in alcuni testi di ornitologia del secolo scorso che raffigura una femmina intenta a covare in posizione quasi supina, con gli artigli protesi verso l'alto, pronta a difendere le uova da qualunque minaccia.
Oggi le principali minacce per la specie sono rappresentate dalla perdita degli habitat naturali, dall'uso indiscriminato di pesticidi e, in alcune aree, dalle attività venatorie illegali. Il gheppio comune è tuttavia una specie protetta da diverse normative nazionali e internazionali.
L'unica specie di gheppio estinta in epoca storica è il gheppio di Réunion (Falco duboisi). Attualmente sono riconosciute tredici specie viventi di gheppi, ciascuna adattata a specifici ambienti e condizioni ecologiche. In Italia la specie presente e più familiare è il gheppio comune, Falco tinnunculus, un piccolo grande rapace che continua ad affascinare osservatori e appassionati grazie al suo elegante volo controvento e alla straordinaria capacità di adattarsi agli ambienti più diversi.

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