Stingue su pagine bianche la mia "Arte", insulsi frammenti di me, gettati in pasto al mondo, a chi nulla sa d'ogni mia ragion d'essere, di quell'intimo crescendo che spolpa carne e ossa. Ratto il respiro che s'affanna sulle labbra, vomitato in un universo che non gl'appartiene e trascende il mal comune, per discernere l'empio dal savio. Folle in un mondo di specchi, grido al creato il frangersi dei miei sogni, gli strappi dell'anima e sol fil di ferro a ricucire i Morsi dell'Odio.
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