Il giorno volge al termine. Il lavoro è compiuto. Torni a casa. Un bacio, un abbraccio: il mio benvenuto. Timide carezze, sempre più insistenti, sempre più audaci. Le mie mani corrono sul tuo corpo. Avvolgono i tuoi seni, mentre i capezzoli si drizzano, sempre più, ad ogni passaggio. Colgo il tuo caldo ed umido frutto, nel palmo della mano. Insinuo un dito, che affonda in un lago di libidine. T'appoggi al tavolo. L'istinto fa da padrone. Non più un uomo e una donna, ma un caldo stallone ed una giumenta fremente. Ti monto, fino a riempirti di seme rovente. Poi ti trascino sul letto, spalanco le tue cosce e divoro vorace, il tuo sesso, da cui gocciola ancora, oscenamente, il mio recente piacere. Godi, ancora una volta. Il piacere ti scuote fin dentro le fibre del tuo essere femmina. Ti prendo e ti possiedo mentre ancora sussulti per l'intenso piacere. Ti gusto a lungo, profondamente. Il piacere, reciproco, è folgorante. Stremati, ci accarezziamo, mentre la voglia cresce sempre più, fino a travolgerci ancora una volta.
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