Mi sembra di attingere forza nel tuo ricordo. Mi pare che tu sia qui vicino a me a guidarmi con la stessa forza e tempra di quando eri una donna giovane e forte. E anche in vecchiaia, quando ho potuto godere maggiormente di te, nonostante il tuo decadere lento e quotidiano, mantenevi quello sguardo fiero e pungente di chi ha affrontato la vita a denti stretti. Mi sgridavi quando le cose non venivano fatte come pensavi tu, quei miei riccioli sempre scapestrati che nemmeno tu eri riuscita a domare, quel nome di mia figlia che non era quello di mia suocera come tradizione e devozione antica richiedevano, quella mia vita solitaria senza un uomo accanto e una figlia da crescere… Volevi una rosa bianca da piantare tra i tuoi fiori in quella nuova casa che non sentivi tua, ma che volevi rendere bella come i tuoi giardini sotto il sole di Calabria. Ho potuto posarla accanto a te quando sei andata via e proprio in quei giorni una persona speciale è entrata a far parte della mia vita. C’era anche lui quando ti abbiamo salutata tutti insieme per l’ultima volta. Voglio pensare che tu l’abbia conosciuto lì e che mi abbia dato la tua benedizione.
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