Da tempo, solo la mia mano solitaria accarezza con dolcezza il mio volto, sfiora delicata membra doloranti per i lividi del silenzio, per le parole mortali stracciate sul mio corpo, unici vestiti di un’anima ferita. Così come lo e’ il mio cuore Che conosce solo dell’angoscia, il lamento, dello sguardo randagio, il digiuno d’affetto, della carezza supplicante, l’elemosina del rispetto. Nel domani che voglio, violento sara’ solo il vento tra i capelli o l’uragano che sbatte sugli scogli. All’improvviso, riesco a sciogliermi dall’abbraccio bugiardo del tuo amore, dalle catene di lacrime della mia paura, e libera, finalmente, riprendero’ per mano la vita.
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