Centoventotto volte il primo amore

scritto da Cappellaio Matto
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Autore del testo Cappellaio Matto
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Poesie d'amore tratte da una storia vera, sono semplici poesie in prosa
- Nota dell'autore Cappellaio Matto

Testo: Centoventotto volte il primo amore
di Cappellaio Matto

Perdonare,si perdonare gli altri facilita i caffè insieme, che poi è un po' come perdonare se stessi. Perché in fondo che colpa ne ha l'amore. 

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Che poi basta così poco per sorprenderci, basta veramente poco un biscotto al cioccolato o una parola latte e miele... 

Basta veramente poco, un puntino rosso nella tenebra, perché vedi la tenebra basta accoglierla, farla diventare la nostra migliore amica e allora finiremo per sorprenderci e riprenderci la tavolozza dei nostri colori per colorare nuovamente la vita che ci appartiene.

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Uragano e se il tuo compito fosse quello di trascinare verso nuovi lidi, vecchi amori rinnovati e custoditi, portare per mano quei bambini fino a spiagge bianche e spensierate. Custodirli e vedere nei loro occhi la meraviglia che si rinnova?

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Vorrei dare un volto alle mie poesie ai miei pensieri e alle mie emozioni e ballare con te tra un sogno e una carezza delicata come un uragano che smuovi tutto e poi è l'arcobaleno. 

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Esistono dannate ragazze e ragazze d'annata, si d'annata proprio come il vino, quelle vere, sincere e forti come le migliori uve rosse. 

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Vivi in prossimità del tuo prossimo, tendi sempre una mano e affiancalo sempre. Affiancare che poi è una parola meravigliosa, significa stare sul proprio fianco, non davanti ne sopra ma al fianco, vicino a qualcuno. 

E' la prospettiva migliore quella di un bambino. 

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Arrivo sempre un istante dopo, nessuno sa arrivare secondo come me, nessuno sa mancare l'amore come me, eppure cerco ancora il tramonto dal buco della serratura. 

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Ridi, Ridi fino a crepapelle e continua a ridere perché solo tu sai il profondo dolore e la tristezza che albergano negli occhi di chi ride. 

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Siamo occhi noi, guardiamo un insolito specchio d'acqua e ci vediamo la profondità degli oceani, vediamo un puntino brillare nel nero manto del cielo e immaginiamo pianeti e galassie... siamo occhi noi, occhi profondi, occhi che scrutano ALTI occhi e ci accorgiamo di ogni sguardo e ci accorgiamo di ogni sfumatura d'iride. 

Siamo occhi noi.

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Voglio salvare i ricordi buoni quelli che mi fanno battere il cuore all'impazzata,sono improvvisi ma belli, belli come te. 

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A volte è bello perdersi negli occhi dei silenzi senza senso, perché a noi le cose normali non piacciono, noi ci meravigliamo dell'Innormale. 

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Vivere con la testa tra le nuvole non è un male, si apprezza di più l'orizzonte e si osserva meglio il cielo stellato...

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Possiamo credere nell'impossibile solo se lo rendiamo possibile. 

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Sorprendimi, prendimi sopra che io mi perdo nell
e tasche delle giacche e nei taschini dei soprabiti. 

“La nostra vita è un rumore meraviglioso, perché come colori il mondo tu nessuno ci riesce”

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Siamo scrigni con le nostre gioie ma anche con i bottoni rotti della nostra vita,SIAMO SCRIGNI BELLISSIMI. 

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Che poi è quello che ho sempre desiderato, una vita un po’ a metà giusta giusta per due e per i piumoni doppi. 

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Ed io mi sono liberato del superfluo mi porto dietro solo il mio fragile cuore, andare con classe è viaggiare sempre in prima classe,

appoggiati ai finestrini della propria vita.

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Sono anche io un fragile gigante che aspetta la brezza in cima alla sua montagna e forse mi sono lasciato laggiù un po’ troppo tempo, senza farmi compagnia. 

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Io sono cresciuto in parole, parole belle, parole uscite da un cuore che batte. 

Uscite per caso, aspettando di rientrare in quel cuore in movimento.

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Abbiamo la stessa poesia dentro che ci scorre nelle vene, ogni volta che ti vedo il mio cuore esplode in petto, perdo il senno affrontando la vastità dei tuoi occhi… 

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...In questo viaggio ho perso il senno forse l’hai rubato e nascosto da qualche parte. 

Questa volta la follia che mi accompagnia suggerisce l’ispirazione per capire CHI  sei, quella giusta la donna con gli occhi da bambina che sa meravigliarsi del semplice e sa stupire con la sua fragilità. 

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Siamo fatti della stessa materia dei sogni e abbiamo la stessa fiamma che ci arde dentro. 

Non c’è la faccio a tenerti lontano ho bisogno di te come l’ossigeno ad alta quota…

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Ed io sarò per te padre,madre, amico, amante, confidente ed albatros per portarti lontano dalla tristezza.                                                                                   Perché per me l’importante è essere PerTe… 

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I nostri cuori sono a tempo, in tempo e per tempra resistono a tutto…            e noto ogni sguardo e ogni sussurro anche quelli non fatti.. 

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Ed ora ho rubato un espressione uno sguardo un emozione e una foto di te, non ti chiedo scusa perc
hé sei troppo bella per esserre dimenticata… 

Sei saltelli dentro di me, giochiamo a rincorrerci e prenderci di vita e poi cogli le margherite dei miei silenzi e le porgi con un sorriso in più... 

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Non voglio una donna perfetta, i tuoi occhi neanche il più bello dei tramonti... 

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Quando sei triste apri la finestra e guarda in alto, saprai sempre che c’è qualcuno da qualche altra parte che ammira gli astri con i tuoi stessi occhi sognanti …                                              ed immagina il suo sorriso. 

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Tu mi deliranzi, mi sbrucaliffi, mi stazzi una tazza di tè a metà, mi smeravigli, mi stragatto…. Insomma mi porti nel paese dlle m
eraviglie. 

Centoventotto volte il primo amore testo di Cappellaio Matto
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