Cerco e Trovo

scritto da Libronegro
Scritto 16 anni fa • Pubblicato 16 anni fa • Revisionato 16 anni fa
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Autore del testo Libronegro

Testo: Cerco e Trovo
di Libronegro

Cosa ci faccia, io, alle tre di pomeriggio di un caldo luglio nella zona industriale di un fottutissimo buco umbro non lo so. Sinceramente non do neppure più ascolto a quello che mi vanno blaterando intorno questi tizi che mi stanno accanto.
Ho un serio problema... serissimo, mi trovo nell'incapacità di far chiacchiere a zonzo.
Quante ore sono passate? Perché grondo di sudore e mi sento tutto appiccicaticcio e con un nervosismo da urto?
Ci provo e ci riprovo a starmene quieto. Tutto inutilmente deleterio.
Queste sono le tre maledette ore di sonno che ho addosso.
Dormire è fondamentale. Mica poco.
Ero parecchio più fiducioso verso le sette credo... oh forse erano le sei... ma... cosa ci faccio allora qui?
Ah, vero, mannaggia di un giuda cane! Ecco perché mi trovo qui, per il lavoro.
Di questo passo dimenticherò anche d'esser nato se non mi do 'na bella sgrullata.
Sono le tre e sto ascoltando una serie di chiacchiere insensate sul nulla, ho un maledetto nervosismo dato da un numero impressionante di motivi e cosa peggiore fa un caldo della madonna.
In questa sporca faccenda mi ci sono ritrovato per caso, direi meglio per sfiga nera.
Il tizio con cui avevo parlato pochi giorni fa mica me lo aveva detto...No no.
"Una parte tecnica ed una amministrativa" mi aveva detto il tizio con i pantaloni rosa, che poi dimmi tu se il rosa è pure un colore. Aveva un gran bella sicurezza ed un parlare palesemente brutto "C'è da fare una giornata di prova per vedere quale sia il posto più adatto a te", immaginavo di aver raggiunto un posto sicuro.
Invece, mi ritrovo con tre tizi in culo al mondo a rifilare in giro per le aziende contratti per 'sti cazzi e quegli altri. Che giornata di merda!
Era cominciata così con il tizio rosa che mi presentava ad un tizio tutto a righine "Adesso andrai con lui e per ogni domanda rivolgiti a lui" "piacere bla bla bla" e via discorrendo.
Il lavoro è di certo una gran brutta rogna. La società sta in piedi apposta per disgregare i nostri sogni.
Comincia la giornata e sto tizio tutto a righe mi si mette a raccontare ed elogiare se stesso in non so più quanti modi, non mi parla mica del lavoro... Il mega miraggio comincia, tutti porgete orecchio. Deve essere tipo un dio quest'uomo, qualcosa che ci assomigli un casino. Mi sento parecchio a disagio con questo gran pezzo di lavoratore che mi trovo davanti. Ho conosciuto l'uomo che vuole farsi da solo, mi sa che ha bisogno di una mano.
"I guadagni sono ottimi...Cioè soldi a palate" io sono parecchio scettico un pò perplessino ma tiro avanti.
L'autista che sta con noi, ragazzetto parecchio taciturno, spara a palla musica da discoteca rumena.
Sarà vero che le donne hanno più sopportazione degli uomini?
Mentre continuano mille voli acrobatici in stile righine, io inizio a dubitare della mia sessualità.
La terza persona che viaggia con noi è una ragazzetta che dormicchia affianco a me. Il tuz tuz prosegue.
Non c'è mica molto da fare, tocca sgobbare oggi.
Arrivati lì cominciamo a girare aziende su aziende, mille e ancora mille.
Ditemi voi se si può fare sta vita.
Più giriamo e più i megalomani che mi porto dietro, anzi che mi portano dietro, cominciano a calare le misure. Mi è toccato farmi almeno un sei chilometri a piedi e non riuscire a rifilare manco un fazzolettino per il naso, in compenso credo d'averci istaurato un rapporto... sicuro come la morte.
Parliamo di sogni nel cassetto da realizzare mentre ci sbattono a più riprese le porte in faccia... parlano loro per buona parte.
Sono un pesce fuor d'acqua infilato in un fornetto con tanto di patate.
Il caldo comincia a massacrarmi, c'è poco da stare allegri.
Arriviamo a pranzo parecchio demoralizzati.
Resto chiuso nella mia apatia, se continuo fino a tardi a tenere quest'aria semi-felice mi prenderà di certo una paralisi.
Sono le tre di pomeriggio e sto mangiando un panino poggiato col culo sul cofano di una macchina rovente, parlare di lavoro è impossibile, sti tizi risultano impenetrabili. Si parla sempre di guadagni vari..."Uno ha guadagnato 9000 euro in un mese" cominciano le leggende... nessun nome, nessuna descrizione o data anche solo vicina, le nostre facce si estraniano verso l'ammirazione.
Il boss, quello con le righine, da corpo ad un bel discorso per tirarci su di morale, ci comincia a dare la carica per affrontare il pomeriggio che ancora ci aspetta.
" La colpa è di questa città di merda se non siamo riusciti ad agganciare nulla stamattina. Oggi vedrete che almeno tre o quattro li facciamo... sicuro, io? Io sono un tipo che se si mette qualcosa in testa la fa".
Che meraviglioso discorso, che surreale visione dell'uomo. Vado a braccetto con la solitudine più nera.
Il pomeriggio va anche peggio della mattina, non ci si incula nessuno, con certi cominciamo a parlare di tutto tranne che di affari, se così li si vuole chiamare.
Le righine si fanno sempre più stropicciate e umidicce. Il tizio comincia a svalvolare della grossa, la sua ciurmaglia, che saremmo noi, non ci sta mica più a questo girovagare a zonzo per prendere calci in culo. La sua sicurezza sfiora il patetico, devo di certo trovarmi dentro altra sopportazione.
Fattesi le sei si torna a casa, il viaggio dura un'ora.
Ci fermiamo ad un autogrill a fare un po' di sosta. prendiamo qualcosa da mangiare e ci mettiamo fuori.
La sconfitta mostra di certo la parte migliore degli uomini. Blateriamo un po' tutti d'ogni sorta di stronzata, si vede ormai sono la sagoma di casa nelle nostre menti.
Non credo che oggi siano stati fortunini fortunelli i lavoratori, la rappresentazione ha fatto un mega fiasco con tanto di verdura sul palco.
Torniamo e mi tocca aspettare per andare via.
Alla sede dell'agenzia senza nome che mi ha proposto il lavoro c'è un mega festeggiamento, urla e schiamazzi manco fossimo a capodanno. Si danno tutti grandi pacche sulle spalle, abbracci, strette, molto virili, di mano, Tizi con campanacci che mi ricordano vacche al pascolo, un numero imprecisato di sorrisi così felici da far sospettare l'uso di chissà quale droga.
Il cadetto ha retto alla giornata di prova, mi tocca la parte scritta ora. Il mio sdegno è ormai arrivato alle stelle. Il capo mi fa accomodare e mi da il foglio per il test, la tensione si taglia con il coltello.
Mi dice di stare tranquillo che non è poi tanto difficile. Io non ascolto più nessuno da almeno un'ora, mi balena solo un pensiero in testa, "fuggi".
Lo scritto è davvero una cazzata, chissà quanto cazzo mi lasceranno libero.
Nuovi scenari davanti, non sono capace di dire buonasera.
Nello studio del capo tutto sa di ikea, anche lui a tratti.
Voglio solo dirli che per me può tranquillamente andare a farsi fottere ma lui parla spedito come una macchinetta, sostenendo impressionanti guadagni si dilunga in elogi del suo lavoro che mi sanno parecchio di falero, andasse un pò a contarle ad altri ste panzane.
Il fatto è che non è mica la vita ad essere brutta, sono tutte le carogne che ci becchi in mezzo che te la rendono indigeribile.
Lui ormai si è dato al monologo, io rispondo per monosillabi parecchio fiochi.
Non è mica una proposta di lavoro è una minaccia.
Tergiverso, prendo tutto il tempo che posso per decidere e me la svigno. Telo verso nuove avventure, verso la libertà.

Sono le otto di sera, mi trovo nel bel mezzo del nulla, nella periferia più spersa di questa fottuta cittadina dove mi è toccato di abitare. Il sonno mi si mangia o meglio mi si mangerebbe se il nervosismo non mi avesse eroso dalle ossa. Sono così sporco e fetido da farmi ribrezzo da solo.
Mi incazzo con il mondo intero mentre aspetto il bus che mi riporterà a casa, litigando con l'universo per un'ora buona sull'amore, la vita ed il futuro.
Si è davvero tanto fortunati ad essere vivi.
Cerco e Trovo testo di Libronegro
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