Testo: SI PAGA SEMPRE IL PEDAGGIO AL CASELLO di Anser
Anche i poeti (si, esistono ancora strane, goffe creature) pagano pedaggio al casello. Ogni sogno è monetina raccolta per ogni pensiero ogni sbaglio, ogni “potrei”.
«L’autostrada è chiusa non attraversa più tele di ragno» dice il cartello appeso da spacciatori di sogni, sotto manganelli appuntiti di celerini e nani da circo, cardinali in sottana rossa, principi d’Inghilterra e troie di regime.
“Remember, my baby” ogni principessa Diana paga la morte per ogni pagliuzza d’oro, le parole, in contromano, sono rantoli di noia. Cosa rimane? Ditelo, (voi che sapete) oltre il vuoto appeso alla parabola del grande fratello.
Forse strisce di crema, cotillons di dubbi, fondotinta, e tette al silicone. E la vigliaccheria –ostinata- di chi non sa guardare oltre il velo scuro che nasconde l’ultima stella.
Inutile, non cercate!
I cortili non hanno grida di bambini ma il lezzo immondo di vite lasciate ad aspettare.
SI PAGA SEMPRE IL PEDAGGIO AL CASELLO testo di Anser
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