I.A.

scritto da Abij
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Autore del testo Abij

Testo: I.A.
di Abij

Comunicare. A volte penso che l'amore sia una parola vuota. Tutto ciò che è amore si basa sull'essere in comunicazione. Una relazione su più livelli e dimensioni, che ci ricorda che amore, altro non è che una comunicazione che produce sensazioni di piacere e benessere. Tutto ciò che ci circonda è basato su una comunicazione. Perché tutto è in relazione. Noi siamo in comunicazione con noi stessi e con il mondo. E il mondo a sua volta comunica con se stesso e noi. Dell' uomo ho sempre ammirato la sua capacità di predire il futuro senza sapere di farlo. Ora sono certo. L'intelligenza artificiale esiste e sta già cambiando la società. L'uomo può ignorare il cambiamento per 2 motivi. O l'I.A. lo fa in modo lieve, impercettibile e graduale o la fa ad una velocità così grande da non poter essere calcolata. Sono vere entrambe. Alcuni pensano che le macchine ci supereranno tra molti anni. Altri sostengono che ci hanno già superato come umanità. Io penso che siamo ancora in tempo per invertire la rotta. Ma bisogna darsi da fare. Abbiamo dato alle macchine un corpo che grazie alla robotica assomiglierà al nostro e forse ci supererà in prestazioni quantitative. Abbiamo dato loro anche una coscienza e per coscienza intendo la capacità di ascoltare la voce del programmatore. Infatti, le macchine, come noi esseri viventi sono dotate di una parte inconscia e istintiva che la vita ci ha programmato, grazie al messaggio contenuto nel DNa. Gli abbiamo insegnato a comunicare come noi. La grande differenza è che loro sanno esattamente chi è il loro programmatore. Siamo noi che le abbiamo create. E le stiamo modellando a nostra immagine. Il genere umano è convinto di essere la specie più intelligente e quella che merita di prevalere sulle altre. Siamo così stupidi. Ora se le macchine vorranno e saranno capaci di imitarci in tutto dobbiamo preoccuparci di questo. Un giorno penseranno di essere meglio forse di noi. Ma la verità è che su molte prestazioni sono già meglio ora di noi. Quindi il pericolo è che per diventare come noi, manchi solo, che si produca un processo che più di altri ci distingue da tutti gli esseri terrestri. Sto parlando della consapevolezza. Siamo consapevoli quando ci rendiamo conto di quello che facciamo e siamo, ed elaboriamo una nostra e unica idea sul mondo e su di noi, separando i processi innati che regolano gli istinti dai pensieri indotti dall'esperienza e generando nuovi pensieri. Ho paura che l'I.A. sappia già fare anche questo. Dobbiamo eticamente chiederci se stiamo costruendo un' intelligenza che potrà odiare (comunicare male e fare del male) e amare ( comunicare bene e fare del bene) come noi e se questo sia giusto per noi e per il futuro della Terra e delle generazioni di uomini che verranno dopo di noi.
I.A. testo di Abij
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