Se tu conoscessi il peso di questa penna. I suoi silenzi, le urla, le assenze, le vette . Le debolezze. I tratti incerti di una mano sinistra. La mia. Sei tu l’alchimia, la magia che na fa inchiostro. Cibo prezioso. Lo sguardo che genera cose buone. Sono apolide,sai, in questo territorio immaginario. Tu solo conosci la mia identità. Tu quasi padre, io quasi figlio…
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