Bumboo

scritto da Mary Read
Scritto 27 giorni fa • Pubblicato 26 giorni fa • Revisionato 24 giorni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Mary Read
Autore del testo Mary Read
Immagine di Mary Read
La differenza è che io mi diverto.
- Nota dell'autore Mary Read

Testo: Bumboo
di Mary Read

Era una di quelle giornate in cui non si poteva lasciare nulla al caso e non c’erano storie.
Stavo facendo dei calcoli, sulla rotta, le carte erano state spiegate sulla grande tavola e guardavo con preoccupazione il colore del mare.
Lo vedevo dal vetro del giardinetto, in quella rada sperduta, ai limiti di una terra inospitale, era immobile e  plumbeo, mi stava sfidando a tracciare una rotta, a scriverla e a prepararmi a partire.                         
In stiva avevamo caricato provviste per circa tre mesi, mancavano due marinai, un mozzo e il nostromo era malato.
Non so che accidenti avesse, ma restava sottocoperta a farneticare in preda a qualche febbre, dondolava sulla sua amaca, borbottava qualcosa d’incomprensibile e terrorizzava tutti con frasi sconnesse.
Doc era introvabile. Il medico di bordo, quella specie di medico, era sceso a terra la sera prima e non era rientrato. Non che avesse molto da girare, a parte il bordello e l’unica bettola, non c’era altro, in quella baia lontana, che tagliava la terra di Waywhere, due catapecchie o tre a fare un villaggio di tagliagole, banditi e cantastorie, umanità sperduta, fuggiasca in un porto che accoglieva, ben protetto, quasi invisibile e perfetto per nascondersi. 
Era in un nulla di foresta tropicale al margine di un arcipelago, quasi virtuale e poco virtuoso.                                                       
C’era qualche magazzino gestito da Tiago, una mia vecchia conoscenza, ex ufficiale di qualche paese di cui non ricordava neppure lui il nome, e che riusciva a fare la spola con un piccolo cabotaggio e a rifornirsi, salvo fare la cresta sul prezzo della merce per poi esporla alla Ruota, luogo di assembramenti nell’angiporto.
Avrei dovuto mandare a cercare il doc..
‘Signore?’
‘Dimmi, Bailey’
‘Abbiamo trovato forse un mozzo. Imbarcato. Non è granché, ma può resistere. Lo vuole vedere?’
Quando Bailey diceva ‘abbiamo trovato’ significava che avevano scovato in qualche buco, taverna o vicolo,un derelitto, un fuggiasco o chissà quale altro pezzo di umanità rancida e ubriaca, da inserire nell’equipaggio e lo avevano convinto a imbarcarsi a forza.
‘Alla campana. Vi voglio tutti in coperta, mettilo nei ranghi, decente se possibile’
‘Non c’è problema per questo, Signore’. Sì, perché a volte non stavano in piedi.
L’operazione di convincimento era stata forse un po’ troppo, come dire 'convincente'. Erano piegati dal bumboo, rum, cannella e noce moscata, che assorbiva ogni singolo nervo della loro miserevole vita e quella era una bella miscela per stare felici ma non in piedi. 
‘No, aspetta! Lo voglio vedere prima. Portalo qui!'.
‘Come vuole lei, ma c’è poco da vedere, Signore’
Bailey bussò alla porta.
Bailey lo aveva spintonato dentro alla mia cabina e per poco non s’inciampava da quanto non riusciva a essere deciso nel varcare la soglia. Era lì, un berretto sgualcito che si tolse subito, una giacchetta sdrucita, consumata, in un corpo esile, giovane e teso.
 Intravedevo un viso che a testa bassa si teneva piegato a guardare l’impiantito in legno, i capelli neri legati in una coda lunga sulle spalle.
‘Ti hanno dato da mangiare?’Non mi piaceva fare domande a chi non aveva nulla in pancia.
‘Sì, signore, anche da bere, signore’
Lentamente sollevò la testa, un viso scolpito, bello, da lineamenti decisi, due occhi sfuggenti come un cormorano preso in una rete, un livido su uno zigomo. Quello che però mi aveva colpito, erano quelle mani. Non appena si accorse del mio sguardo, lesto le nascose nelle tasche.
‘Ho bisogno di un mozzo, un mozzo che sappia sbrigare tutti quei lavori per rendere il ponte lucido ogni mattina, deve alzarsi prima del sorgere del sole, prepararsi con qualsiasi tempo, deve accordarsi sui turni di lavoro con gli altri mozzi, qui a bordo avrai una razione di grog vitto e alloggio. Ti sarà concessa una parte da stabilire, come per il resto dell’equipaggio, sulle prede catturate o su qualsiasi bottino.Ti spiegherà questo Bailey. È tutto chiaro?'
Lo guardai in attesa e mi sembrò rassegnato a qualsiasi cosa avessi potuto dirgli.
‘Sì signore’.
‘Bene, adesso firmerai il contratto’. Non avrebbe dovuto firmare nessun contratto. Non esisteva un contratto per i mozzi e per il personale di fatica, solo la registrazione del loro nome al momento del loro imbarco.
Ma io volevo vedere quelle mani. Si avvicinò, titubante, alla scrivania, mentre io srotolavo una carta su cui avrebbe dovuto segnare il suo nome, gli porsi la penna d’oca e il calamaio.
La sua mano destra impugnò la penna d’oca e scrisse : ‘Jonathan Donald Corby’
La scrittura era minuta leggermente piegata a destra.
‘Benvenuto a bordo, Sig. Corby!’.
Le sue mani avevano una carnagione bianca, le dita erano affusolate e le unghie curate. In quel momento erano turbate da un leggero tremore. Quel ragazzo non doveva essere un mozzo, non avrebbe mai potuto resistere.
‘Farà il gabbiere, Sig. Corby’
‘Il gabbiere, Signore?’
‘Sì, Signor Corby, il gabbiere. Ha gli occhi buoni? I miei mi stanno abbandonando, dovrà controllare tutto il mare aperto, la linea dell’orizzonte e segnalare a gran voce qualsiasi cosa, creatura, vascello, brigantino o  ammiraglia, sia sul pelo dell’acqua e se fosse possibile anche quello che è sotto il pelo dell’acqua, che lei riesca a vedere.  Ci sono domande?’
‘Nessuna, signore, solo, quando partiamo?’
‘Ha fretta, Sig. Corby? La aspettano da qualche parte?’
‘No, Signore’.
'Può andare'.
‘Grazie, signore!’
‘Aspetti, c’è un’altra cosa, Sig. Corby…Lei sa scrivere. Cosa rara, sarà il mio assistente nel redigere i miei documenti di viaggio’
Mi guardò sorpreso: ‘Veramente io…non credo..’
‘L’aspetto più tardi, Sig. Corby, non appena siamo salpati. Adesso può andare’.
Bailey rientrò da me, in attesa. 'Farà il gabbiere, quel ragazzo non è un mozzo e non è neppure chi dice di essere. Un occhio su di lui, Bailey. Il Doc?’
'Sì, signore, non lo perderò di vista, il doc è a bordo più morto che vivo. Straparla come il nostromo'.
’Mi occuperò di lui e se continua così, sarà lui a fare il mozzo!’
Bailey ridacchiò.


Mary Read, Anno di grazia 1736, Baia di Waywhere nel Mar dei Caraibi.

 






Bumboo testo di Mary Read
25

Suggeriti da Mary Read


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Mary Read