“Chi è Dio?” mi chiese il bambino. Io mi girai, colsi un fiore e gli dissi: “guarda, questo fiore è stupendo, colorato, profumato. Ma deve essere trattato con cura. Guarda ancora…”. Presi quel fiore, lo gettai a terra, lo calpestai, lo distrussi. Il bambino non capì il mio gesto, si limitò a guardarmi. Io ripresi: “Guardalo adesso. E’ brutto, non ha più il suo colore, adesso è storto, lo stelo spezzato e non profuma più. Però ti dico una cosa, nella tua mente non potrai cancellare mai l’immagine del fiore come era prima; il suo profumo, il suo colore, la sua meraviglia, rimarranno nel tuo cuore. E adesso chiudi gli occhi”, lui li chiuse, io colsi un altro fiore, feci sparire quello vecchio e rovinato da terra. “Riaprili. Guarda. Lui è tornato, con il suo splendore. Non hai dovuto fare molto per riaverlo come prima; a volte basta avere il coraggio di chiudere gli occhi e poi riaprirli in un mondo nuovo.”
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