Alone.

scritto da ME12
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Autore del testo ME12

Testo: Alone.
di ME12

26.12.2020

21.56

Il natale è passato e io sono tornata a casa.
Troppo spesso noto che il legame fra mia sorella e mio fratello è totalmente diverso da quello con me.
Io sono la rompi palle della famiglia, ma sono anche quella che quando la mamma non stava bene si è occupata di tutti.
Sono quella che chiama per sapere se uno è tornato a casa, per sapere se hanno bisogno di qualcosa, sono quella che si preoccupa e che corre quando hanno bisogno. Ma non sono quella che chiamano per fumare da mio fratello perché sono solo una rompipalle, non sono quella che chiamano per dire le cazzate che fanno, perché si sentono giudicati. Sono quella che chiamano se gli si ferma la macchina, ma non quella per andare da qualche parte in macchina con loro.
Questa consapevolezza, arrivata più o meno nell’ultimo anno, non mi rende molto felice. anzi. Mi sento estremamente sola. Soprattutto stasera, soprattutto ora.
Mi spiace che mia mamma resti delusa dai regali di mio babbo, ma allo stesso tempo mi urta che mio babbo si ostini a non farle ciò che davvero desidera. Eppure lo sa.
Dopo il pranzo di oggi, mentre facevo la lavastoviglie ho ovviamente sclerato con i miei fratelli perché come sempre non aiutano e mia mamma ha avuto la brillante idea di dirmi “perchè devi sempre rovinare tutto?”.
Ecco questa domanda mi sta logorando da oggi. A volte le persone non si rendono conto del peso delle parole.
Me lo sto chiedendo da tutta la sera. È vero. Fino a prova contraria è vero. Rovino sempre tutto e non so tenermi le persone vicine. Eppure mi sembra sempre di fare di tutto per gli altri. Chissà che cosa pretendono a questo punto. La verità è che nei rapporti nella fase iniziale sto ai margini, come per studiare l’altro. Una volta che dal margine mi “butto in mezzo”, mi spoglio dei miei muri, faccio trapelare anche parti di me che le persone non si aspettano. E forse è questo che mi frega, farmi vedere a nudo, farmi conoscere. Ed è un continuo yoyo, io che mi freno, io che mi spoglio un pò e mostro qualche insicurezza e le mie insicurezze che vengono confermate.
Il problema, ad oggi, è che mi rendo conto che la gente scappa. Forse sono troppo noiosa, a volte penso di essere troppo responsabile. Non so.
Fatto sta che mi sento tremendamente sola, nonostante la famiglia, nonostante Lui, nonostante le mie amiche.
Anche quelle, tutto un programma. Non ho amicizie stabili, se non alcune da cui ormai non mi aspetto più niente. Forse è per questo che funzionano, perché non mi aspetto più niente da loro.
Che schifo sentirsi soli quando si è circondati di gente.
È proprio un periodo del cazzo, sono infelice, sempre. Ci sono alcuni giorni in cui mi sembra di risalire un pò ma poi inciampo inesorabilmente nell’insoddisfazione della mia esistenza. Che palle sentirsi cosi, sono stanca di sentirmi cosi.
Eppure, eppure niente riesce a farmi cambiare idea.
“sei in salute. È quello che conta”. certo, è vero e per questo ringrazio il Signore. Sono in salute, che culo. Ma che palle essere in salute e non aver voglia di esistere, no?
Da quando ho perso il lavoro è come se avessi perso il mio posto nel mondo. Quel lavoro non mi piaceva più, eppure mi aveva dato la possibilità di fare progetti e mi avrebbe permesso di realizzarli. E invece niente. Il giorno in cui mi hanno confermato che non mi avrebbero fatto l’indeterminato mi è crollato il mondo sotto ai piedi. E che sarà mai? Che sarà mai un cazzo.
Io voglio costruirmi un futuro, una famiglia, voglio poter fare progetti. Io voglio un figlio, con tutta me stessa. Non penso ad altro da mesi.
Resto con un pungo di mosche e tanta delusione. Da me, mica per gli altri.
Sono delusa da me stessa per non aver costruito assolutamente niente in questi 29 anni.
Sono delusa per essere quella pallosa, sono delusa di accontentarmi di questa vita-non vita, sono delusa dal fatto di fidarmi ancora degli altri perché tanto la prendo solo nel culo.
Che palle.
Ogni tanto spero che mentre attraverso qualcuno mi investa. Ma poi penso che non servirebbe a un cazzo finire in un ospedale perché quando c’ero non è interessato a nessuno.
Che schifo non essere il pensiero di nessuno.
Che schifo non essere il progetto di nessuno.

Alone. testo di ME12
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