L'algebra del vuoto

scritto da Paki Selva
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L’algebra del vuoto è il calcolo di chi non tiene nulla per sé, di chi non misura il rischio per garantirsi un ritorno sicuro. Ho scritto la bellezza della vittoria che appartiene solo a chi ha speso l'ultimo battito senza chiedere il resto.
- Nota dell'autore Paki Selva

Testo: L'algebra del vuoto
di Paki Selva

L'algebra del vuoto 

Ho nuotato nel buio delle vene del mondo e

non è coraggio.

È un’algebra del vuoto.

È la legge dei vinti:

tenere un segreto per la strada del rientro,

un resto di fiato per dire
«sono qui».

Io non ho tenuto nulla per l’ombra,

non ho conservato un solo battito per il ritorno.

Non riconosco il debito verso la riva,

né la pietà per la stanchezza delle membra.

Ho dissipato ogni grammo di forza

perché il ritorno è un lusso che non mi appartiene.

La mia gloria non è arrivare intatto,

ma aver speso l’ultima goccia di vita

proprio lì, dove il cielo si fa nero

e il sangue, finalmente, non ha più nome.

Non c'è virtù nel tornare indenni

se il prezzo è aver guardato l'abisso

con la mano pronta sul freno.

Laggiù non servono bussole né testimoni,

il buio è un testimone che non parla.

Ho barattato la mia ombra con la profondità,

lasciando che la pressione cancellasse i lineamenti.

La mia vittoria è questo vuoto nelle mani:

non resto io,

ma la scia di ciò che non
ha avuto paura

di finire.

L'algebra del vuoto testo di Paki Selva
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