Pezzi che vanno via… rispàrmiati non spasimare di riprendere…
Non tornano
Sono pezzi di te caduti alle costole del tempo
oramai persi seguaci del dio Kairos che umana empatia non ha conosciuto mai e non si concede se lo miri a sassate né se gli sputi le tue esecrazioni o racconti di patemi che non avresti in animo serbare per l’ignoto
Ti accenni cieca illusione in un timido “torna, mi servirebbe uno stralcio ancora di te” per il lacero brandello di cuore lì appeso alla tua incomprensione
Ma lui il precipitoso con bieca indifferenza ti sbircia appena infardellato nelle tue incertezze e non muta il passo
Fugge integro da miserie continua a rubare pezzi e nel mentre dalla fucina accesa si ingegna… modella nuovi angeli e ricicla i demoni
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