Ricordo quella notte immerso tra sogno e realtà, seduti a quel tavolo tra brindisi, sguardi e false identità. Ero seduto di fronte a te Paky, ma tu eri ovunque, immensamente bella e pensai subito ad un miraggio. I miei pensieri travolgenti, i tuoi sguardi eccitanti, i nostri silenzi... Mille dubbi e promesse, i tuoi discorsi interminabili e ancora i miei silenzi. Tra un bicchiere di Chianti e l'altro si nascondeva un forte e prepotente sentimento, fatto di sesso, amore e dolce tormento; quella forte sensazione mi rapiva a tradimento. Pensieri e sguardi si scioglievano dinanzi a noi su quella rossa fiamma di candela, ed io lì che poi ti spogliavo con gli occhi e nessuno se ne accorgeva. Si discuteva sul senso della vita, la vita di tutti, sul destino che ognuno di noi s'illude di poter scegliere, e che poi puntualmente il tempo finisce col pareggiare i conti senza sconti. Mia dolce Paky, rimiravo il tuo volto come fosse l'ultima volta, cercavo dolcemente di stringere la tua mano fredda, fissavo le tue labbra, i tuoi occhi, e pensavo...pensavo... Pensavo convinto di aver già vinto, pensavo che non c'è un tramontare o un sorgere più bello del tuo sguardo e che sarai sempre e comunque il mio dolce e tenero traguardo.
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