"Mi fischiano le orecchie."
Sono sul balcone di casa mia mentre fumo una sigaretta ed ascolto lamenti silenziosi provenire dalla Volpe, succube dell'ira e del becco del Pollo.
"Tutto questo è colpa mia" - urlai -
"Ho paura del presente, di queste scene, della fine destinata alla Volpe, a cosa farà il Pollo quando avrà terminato con Lei."
Continuai a guardare l'orribile spettacolino messo in atto da Madre Natura mentre venivo schiacciato da una terribile nausea
Il ragazzo ricordò di un episodio vissuto molto tempo prima.
Rimpianse quella mattina in cui una volpe stava per aggredirlo, pensando: "magari mi avesse ucciso, ora non sarei qui a guardare questo circo" - tentando di placare la nausea e di terminare la sigaretta pre-dormita -
Andò a dormire, o almeno, sperava di riuscirci.
Dopo circa venti minuti rinunciò a dormire. Fumò un'altra sigaretta.
Terminata, tornò sul letto. Era al buio, iniziò a sentirsi sempre più leggero dentro sè, come se gli stessero asportando gli organi.
Ritrovando un minimo di percezione verso la realtà, si accorse che stava piangendo, da quanto non lo sapeva, ma abbastanza da aver inzuppato per bene il cuscino.
Attraversò il corridoio della casa come se stesse venendo partorito di nuovo - provò quel "brivido" - , per andare nel bagno a rinfrescare la faccia
Aprendo la porta, ritrovò sé - forse più maturo - allo specchio, di una cosa era certo, non era lui, parlando concretamente.
Come se ci fosse qualcosa di concreto in un riflesso
Il curioso ragazzo allo specchio gli rivolse parola con tono alquanto esperansoso, al tempo stesso amichevole.
"E quindi? Come al solito non hai potuto far nulla. Stai anche parlando da solo, sperando di trovare un senso in ciò che: dici, fai e sogni. Sei talmente ai confini della realtà che vorresti uscissi di qua, per poter continuare a piangere sulla spalla di qualcuno o qualcosa, così da poter rifugiarti in un senso di protezione. Non ti rendi nemmeno conto che sei frutto della tua immaginazione, come tutto ciò che ami ed odi."
Il ragazzo di fronte allo specchio rispose con un tono di voce soffocato dalle lacrime e dal muco: "quindi... quindi, cosa è davvero reale?"
Il cosiddetto riflesso, rovistando negli occhi del ragazzo, capì ch'era accaduto qualcosa per essere in quello stato.
Il riflesso, con un tono di voce questa volta quasi consolatore - riuscendo a comprenderne il dolore -, pacato gli disse: "Ciò che vedi, è reale, come ciò che ti ha turbato così tanto. Senti, sto cercando di pensare a cos'hai visualizzato poco fa. Posso farti un banale esempio?"
Il ragazzo tutt'ora scosso si limitò a chinare il capo, in segno di affermazione
Iniziò a parlare il riflesso: "Ecco. Mettiamo di andare nella Savana, come sai in natura regna la legge del più forte. Come quasi da copione, un leone uccide per poi mangiare una sfortunata gazzella, o anche, una gazzella che correva meno delle altre.
Onestamente la colpa potrebbe ricadere su tutti e tre i protagonisti, magari è il leone ad essere troppo veloce, vale lo stesso per le "altre" gazzelle, o appunto sulla nostra povera gazzella, uccisa essendo meno veloce delle altre.
Non perdendoci in discorsi inutili, continuo.
Immagina di nuovo la stessa ambientazione di prima e ambedue gli animali, escludendo le "altre" gazzelle.
Una tranquilla mattina sorge il sole e solitamente, un leone ucciderà e mangerà una gazzella. Fino a qui, hai capito?"
- Più o meno - disse il ragazzo
Riprese a parlare il riflesso: "metti che, quella stessa mattina, è la gazzella ad uccidere il leone, dopo l'inseguimento e tutto il resto, non sarebbe curiosa come cosa? Pensa, il Re della Savana, ucciso da una qualunque e insulsa gazzella. Divertente, no?".
Il ragazzo fra se e se, ripeté ad alta voce: "il Re della Savana, ucciso da una qualunque e insulsa gazzella".
- Sì, esattamente - accennò il riflesso
- Non ho ben capito - rispose il ragazzo
- Fidati, hai capito. Hai paura di accettare la realtà? - domandò il riflesso
- Quale realtà? - chiese il ragazzo
Il riflesso, prendendo fiato e pensando a cosa dire, cominciò a parlare dicendo: "quale realtà, non so. Se la gazzella riuscisse ad uccidere il proprio predatore, da cosa dovrebbe scappare?"
A questo punto, tornai in me. Sembravo diverso allo specchio, forse son solo le lacrime ad appannarmi la vista. Ricordavo quanto fosse accaduto.
Mi si stampò un minimo sorriso sulle labbra, quasi a voler ringraziare il riflesso, uscì dal bagno ed andai a dormire.
Fine
Sequel De Il Pollo e La Volpe
Ricordo come se fosse ieri quella curiosa giornata, ricordo quando ho accennato un sorriso al riflesso, in realtà avevo paura di separarmene e non l'ho più rivisto, forse.
Per la prima volta, negli ultimi anni ho imparato qualcosa, ciò che mi da' quell'amara sensazione dello "spaesato" era quel qualcuno, ero o non ero davvero io? Forse lo ero - occhi e croce -
Quel curioso giorno ero lucido ai limiti del possibile, non avevo né fumato, né bevuto, ero come da copione un po' scosso e malinconico ma non mi pesavano molto a dire il vero, sono semplice ed ordinaria daily routine, probabilmente non son mai lucido, la mia lucidità sta nel non aver assunto alcolici o droghe, però se uno stupido essere umano soffre non è certamente lucido, anche se cosciente, non lo so. È solo una delle tante cose stupide che penso nella mia testa, non vorrei che gli diate troppo peso.
Sapete, è strano come ad uno stupido essere umano venga la fantastica idea di cercare protezione e consolazione in altri stupidi esseri umani, che a loro volta lo fanno, davvero, cos'avevo in testa?
Ci sono stati periodi in cui ho creduto che fossi uno dei pochi - o l'unico - prescelti a vivere in un eterno flusso d'incoscienza dirottato solo da altrettanta sofferenza, di sfortunata conseguenza - come da copione - mi venne l'idea di cercare protezione e consolazione in altri stupidi esseri umani, probabilmente ora ridono ricordandosi di me, lo faccio anch'io, vedete(?), abbiamo qualcosa in comune, ridiamo tutti del vecchio me.
Vedete, l'amore ho solo cercato di darlo - o almeno, questo credevo di fare - da poco ho capito che quell'amore era un amore verso l'involucro in cui qualche sfortunato stupido essere umano potesse rinchiudermi e proteggermi, peccato che gli stupidi esseri umani dispongono solo di vergini di ferro, forse l'unico stupido essere umano son io ma in qualche modo devo rinvigorire il mio ego tirando insulti casuali, chiedo scusa, piuttosto devo trovare una personalità calzante per quel che è rimasto di me, la personalità dello stupido essere umano di merda direi che mi calza perfettamente, voi cosa ne pensate?
Devo dirvi la verità, prima che il mio riflesso - o quello ch'era - mi parlasse non penso di aver mai messo a fuoco tutto ciò che ho intorno, ricordo perfettamente la scena in cui parlavo al riflesso e viceversa.
"Ok, sto parlando da solo e me ne rendo conto, quindi perché non smetto?" Non riuscivo a fermarmi, giuro.
Avevo voglia di parlare con qualcuno che potesse insultarmi e distruggermi, solamente un'altra volta, solo una stupida parola che fosse qualcosa collegata ad un insulto, solo ciò chiedevo, avevo un'enorme voglia di distruggere questa dannata clessidra, onestamente tutt'ora ho questa stuzzicante attrazione verso la morte anche stando bene, trovo la vita inutile spesso e volentieri.
La cosa che credo mi abbia stupito e deluso di più allo stesso tempo - in 16 anni senza una coscienza molto presente - è stata quando il riflesso ha provato ad aiutarmi invece che insultarmi - come tanto desideravo -, preciso che in quel periodo ero abbastanza stabile emotivamente, qualche attacco di panico al giorno ma niente di molto rilevante, aggiungo che in quel periodo ero un minimo migliorato in confronto a tempo prima, quindi non vedo un motivo valido per il quale il riflesso avrebbe dovuto insultarmi con foga, ah ora ricordo, sono un masochista del cazzo.
Adoro come nient'altro al mondo di essere debole a me stesso.
Distruggersi mentalmente fino ad avere una crisi esistenziale su una stupida ed insulsa balla di fieno con a fronte una stupida discoteca all'aperto in cui ballano solo altri stupidi esseri umani, a nessuno di questi stupidi esseri umani importa del mio dolore.
Distruggersi spiritualmente fino a vedere i demoni che ti ringraziano di essere uno stupido essere umano con il dramma esistenziale.
Distruggere la propria daily routine riducendola ad un susseguirsi di fumare sigarette, sentirsi inutile, un accattivante desiderio di dormire e di svegliarsi senza quei mostri pronti ad afferrarti la coscienza e renderla più incosciente più di quanto non sia già.
Distruggere la propria daily routine rimuovendo tutto ciò che gli stupidi esseri umani fanno come da copione, smettere di mangiare per settimane intere con una colonna sonora che ha come titolo "lamenti dello stomaco", i giorni non finiscono mai, dopo poche ore di uno di quei giorni, vorresti solo dormire a tempo indeterminato.
Quando il male è sproporzionato, bisogna perdere per essere liberi.
Ricordo quando stavo uscendo dal bagno, il vecchio me era intrappolato nello specchio, sono diventato ciò che mi ha insegnato qualcosa quel curioso giorno, sono diventato il riflesso di cosa?
Ho paura di ciò che son diventato e di ciò che ero, è curioso come uno stupido essere umano possa migliorare la propria gestione capovolgendola da "pessima" ad "ottima" - ottima si fa per dire -.
Ricordate, non troverete mai riparo e consolazione negli stupidi esseri umani, dovete disporre anche voi di un involucro che fa da scudo per lo stupido e sfortunato essere umano che scegliete.
Gli stupidi esseri umani hanno due sole categorie "gli stupidi esseri umani di merda" - sinonimo di stupidi esseri umani che menziono spesso - e "gli stupidi esseri umani di merda che t'insegnano qualcosa" ma questi esseri mistici sono più unici che rari, forse introvabili.
Tanta è stata la mia sofferenza, tanti sono i messaggi che non ho inviato a gli stupidi esseri umani di merda ma che t'insegnano qualcosa, tanti sono i messaggi che vi ho inviato in richiesta d'aiuto.
Per troppo tempo sono stato il mio antagonista, ci ho messo troppo a buttarmi da parte in un angolino, nello specchio è rinchiuso il mio più grande demone.
I messaggi inviati son solo parole che formano frasi e così via, descrivono la metamorfosi di uno stupido essere umano di merda all'interno di un bozzolo creato dai propri demoni, ora devo solamente trovare tutti i messaggi...
...continua...
Il Pollo e La Volpe testo di Kqrqsu