La Galerie

scritto da dimmiunpo
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo

Immagine di dimmiunpo
Autore del testo dimmiunpo
Immagine di dimmiunpo
Qualche anno fa decisi di scrivere qualcosa tutti i giorni... questo è il primo testo, molto spontaneo. Rileggendolo sorrido, non ho rispettato gli impegni, la cadenza si è smorzata subito. Rimane questa istantanea...
- Nota dell'autore dimmiunpo

Testo: La Galerie
di dimmiunpo

Una gloriosa giornata di sole. La connessione internet è interrotta.
Libera.
Accompagno le bimbe alle attività: danzano, cantano.
Io cosa faccio? Penso. Camminare nel sole, bene, un buon programma.
Osservare il riflesso del sole nel mare: bianco argento, immenso, fremente, magico e misterioso, muove il mio spirito che non chiede altro.
Lasciarsi penetrare in ogni fibra del corpo.
Anche con gli occhi chiusi questo luccichio trapassa da parte a parte.
Illumina, respira dentro.
Se non fai resistenza puoi smettere di pensare. Benessere che riscalda.
Il mondo è bello, la gente buona, tutto va nel migliore dei modi e anche se non è vero fa lo stesso. Momenti di libertà e adesione con la natura.
Momenti eterni di comunione con l’inspiegabile energia del mare e del sole.
Una forza irradiante che ti accarezza o ti distrugge.

Entro nella Galerie des Ponchettes. Grandi archi di fronte al mare.
Un tempo sopra questo edificio lungo e basso che costeggia il mare passeggiavano con le carrozze, chi poteva, gli altri s’indaffaravano nei loro commerci. Pescivendoli, contadini venuti a vendere i loro prodotti, esemplari di umanità ognuno intento nel proprio vivere.
Anche loro guardavano il mare, la brezza muoveva il tessuto morbido dei loro abiti, le signore si riparavano dal sole con l’ombrellino, sotto i cappelli e le pettinature ben acconciate sognavano vagamente, immaginavano vite, avventure, amori, fantasie.

Ingresso libero.
Due uomini dietro il banco. Uno si risveglia, con uno sguardo un po’ predatore, l’altro sonnecchia.
Un grande spazio vuoto e le famose “installazioni”, come si chiamano oggi, guai ad appendere un “quadro" alle pareti. Tollerato solo per i molto famosi e defunti.
Sono i lavori presentati dagli allievi dell’ultimo anno di una rinomata scuola d’arte contemporanea di Nizza. L'insieme sembra un po' freddo e spoglio, ma non voglio avere pregiudizi. Mi avvicino alle opere una ad una, osservo, ascolto, guardo da vicino e da lontano. Suggestioni, emozioni poche. Molti interrogativi. La mia faccia deve assomigliare a un grande punto di domanda.
La mia benevola guida si avvicina e mi chiede se sono artista anch'io. Vorrei dirgli “sì, in qualche modo”, ma mi sembra un po' pretenzioso e accenno a un vago passato remoto di acquarello e altre esperienze artistiche.
Ah, mi sembrava. Dice lui.
Seguono spiegazioni varie su come usufruire delle installazioni, informazioni dettagliate sull'approccio artistico degli uni e degli altri.
Mi viene da sorridere.
Io all’arte chiedo emozioni. Se mi commuovo, oppure sono turbata, incuriosita, rapita, allora posso avere voglia di chiedere spiegazioni. Conoscere l’artista, la sua vita, la sua poetica, vedere tutto quello che la sua mente ha creato. Altrimenti le spiegazioni m’indispongono.
Esprimiti come credi, ma non spiegarmi perché sei qui, se la tua opera non c’è riuscita il resto conta poco. Troppo facile. Troppo comodo.
Se ho bisogno delle istruzioni per vivere un’esperienza, preferisco guardare la mia lavatrice in movimento. A casa ho una montagna di esperienze artistiche che aspettano di essere scoperte e rivalutate.

La mia gentile guida è un compositore a tempo perso. O meglio un compositore vero che fa l’addetto della mostra a tempo perso. Mi passa suadente la sua carta da visita. Se mi piace la musica possiamo andare insieme a vedere un’opera magari. Si mette una gomma alla menta in bocca.
È arrivato il momento di uscire.
La gloria della luce lì fuori, la massa in movimento del mare mi lasciano senza fiato. Che povera cosa queste espressioni artistiche.
Sono retrograda? Boh, che importa.
So vibrare quando vale la pena.
La Galerie testo di dimmiunpo
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