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In un futuro non troppo lontano dal nostro presente, un misterioso viaggiatore aveva girato il mondo ed era giunto al suo ultimo viaggio prima di ritirarsi per morire in totale solitudine.
Un giorno il suo cammino lo condusse in uno sperduto villaggio in mezzo al deserto e decise di entrare in una bottega, sperando di trovare la cosa che aveva cercato per tutta la sua vita.
Avvicinandosi al bancone, egli chiese gentilmente un sacchetto di fantasia.
«Fantasia? Certo, ne devo avere ancora un po’ nel mio magazzino».
Il misterioso viaggiatore, contento e soddisfatto, tornò immediatamente nella propria città e raccontò a tutti della propria scoperta, ma nessuno ne era assolutamente interessato e ci fu anche chi, udendo le sue parole, lo derise senza filtri, prendendolo per un buffone.
Allora il misterioso viaggiatore capì che nessuno avrebbe mai dato importanza alla sua scoperta poiché le persone erano diventate troppo legate ai beni ed ai problemi materiali, dimenticandosi l’effettivo valore della fantasia.
Gli uomini avevano dimenticato delle infinite possibilità che l’immaginazione può donare all’uomo, rendendolo libero dalle rigide catene della realtà.
La delusione portò il misterioso viaggiatore a ritornare nel villaggio sperduto per restituire il sacchetto al proprietario della bottega che, vedendolo ritornare deluso, gli disse: «La gente non è ancora pronta per poter ritornare quelli che erano un tempo».
Il misterioso viaggiatore, dopo aver restituito il sacchetto, decise di ritirarsi per sempre in una baracca non lontano da quel villaggio.
Egli morirà con la convinzione di aver fallito la propria missione, ignaro che un giorno qualcuno entrerà in quella bottega per comprare quel sacchetto e il mondo finalmente celebrerà questa scoperta.