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Era una giornata particolarmente noiosa, dalle prime luci dell'alba il cielo era composto da gigantesche nuvole grigie che coprivano intensamente ogni singolo spazio visibile all'occhio umano, infatti tutte le previsioni del meteo locali preannunciavano qualche attimo di fitta pioggia nelle prime ore del pomeriggio.
Mattia si stava letteralmente annoiando a morte, tanto che faceva molta fatica a tenere gli occhi aperti durante la lezione di storia, tenuta dal professore ritenuto da tutti gli studenti, ma anche dagli altri professori e suoi colleghi, il più logorroico insegnate che l'intera scuola avesse mai avuto.
Il professore era un uomo piuttosto anziano dal carattere timido e introverso nei corridoi dell'edificio, ma era soltanto una maschera perché quando insegnava nelle sue classi mostrava la sua vera e pura passione per la materia, però con un metodo d'insegnamento un po' antiquato, quasi distaccato nei confronti degli alunni, che facilmente si annoiavano da morire durante le sue lunghe e interminabili lezioni.
Mattia odiava le sue lezioni, infatti il giovane preferiva studiare a casa per conto proprio, in totale solitudine, attraverso l'utilizzo del materiale cartaceo e digitale che aveva a propria disposizione, i suoi risultati nelle verifiche scritte e nelle interrogazioni orali era più che sufficienti e quasi superiori alla media dell'intera classe.
Tutto era così dannatamente tranquillo e nella stanza non volava nemmeno una mosca.
Ogni minimo rumore provocato involontariamente dagli studenti era sovrastato dal suono della voce dell'insegnante che ricopriva perfino le risatine e le chiacchiere di alcune ochette che fingevano di seguire la lezione, mentre in realtà parlavano tra loro e utilizzavano in maniera indisturbata il proprio cellulare.
Lucrezia se ne stava in fondo alla classe e come al solito si faceva palesemente i cavoli suoi, ma a differenza di quelle altre ragazze se ne stava nel proprio mondo mentre scarabocchiava sul proprio quaderno alcune frasi che uscivano dalla bocca del noioso insegnante.
Mattia stava per addormentarsi quando successe qualcosa che assolutamente non si aspettava: gli venne un terribile male alla pancia.
Eppure era stato bene per tutta la mattinata e durante la ricreazione aveva mangiato il suo solito pacchetto di crackers, insomma era strano che avesse quel mal di pancia così improvviso e inaspettato.
«Magari é una cosa passeggera» pensò subito Mattia mentre continuava a far finta di seguire quella noiosissima lezione che sembrava non terminasse mai.
Purtroppo il dolore non cessava con il passare di quei lunghissimi minuti, così il ragazzo decise di andare in bagno, tanto avrebbe fatto una breve passeggiata prima di rientrare in classe dato che rischiava di addormentarsi sul banco.
Dopo che il professore diede il proprio permesso al ragazzo di andare ai servizi igienici, Mattia uscì dalla stanza silenziosamente senza che nessuno se ne accorgesse, tranne la giovane Lucrezia che fu l'unica a notare il suo spostamento silenzioso e lo fissò per un attimo mentre si richiudeva la porta alle sue spalle.
Il dolore divenne più acuto e meno sopportabile tanto che il ragazzo non perse molto tempo e si incamminò velocemente verso il bagno.
Non c'era nessuno, letteralmente nessuno nel corridoio.
Quando entrò, Mattia si diresse verso il primo bagno libero a portata di mano ma qualcosa lo fermò, era una strana sensazione che lo pietrificò di fronte ad uno dei lavandini.
Sentiva caldo e incominciò presto a sudare manco si trovasse sotto il sole in caldo pomeriggio di Ferragosto.
Poi la sua testa cominciò a pulsare abbastanza violentemente mentre la sua pancia continuava a fargli sempre male, ma non riusciva affatto a muoversi.
Ad un certo punto il sudore divenne veramente insopportabile per il ragazzo a tal punto che Mattia, senza accorgersene, cominciò a grattarsi insistentemente le braccia e il collo, le uniche parti scoperte del suo corpo.
Mentre le sue unghie ancora corte si strofinavano violentemente sulla giovane pelle delle braccia, il ragazzo notò che in alcune parti stavano sputando molti misteriosi peli lunghi e affilati di colore scuro.
Non riuscì a domandarsi cosa gli stesse accadendo poiché sentì all'improvviso un insolito dolore in bocca, per la precisione la sua lingua aveva toccato i denti ma aveva l'impressione che essi stessero cambiando, infatti si stavano allungando rispetto al normale e diventando sempre più affilati.
Mattia provò a dire qualcosa ma gli divenne difficile dato che i denti si erano deformati e il suo splendido sorriso invidiato e amato da molti suoi coetanei si era tramutato presto in una serie di pungenti e affilati coltelli che gli impedivano di parlare correttamente.
Vedendo che non riusciva a parlare se non esprimendo solo qualche mugugno e verso animalesco, il ragazzo cominciò presto ad avere paura ma non riusciva a muoversi, costretto a continuare a fissare il proprio corpo che stava lentamente cambiando nello specchio sopra il lavandino.
I peli neri continuavano ad aumentare velocemente, anche nelle zone più nascoste e coperte dai vestiti, che diventavano sempre più stretti e bagnati dal sudore.
Ad un certo punto tutti i bottoni della camicia bianca volarono letteralmente per tutta la stanza come se fossero stati dei mortali proiettili.
La camicia si strappò in molti pezzi, lasciando il ragazzo a petto nudo ormai ridotto ad un ammasso di peli neri e non più il suo petto depilato tanto adorato dalle ragazze.
I suoi jeans fecero molta fatica a resistere dopo che i peli si sparsero anche sulle gambe, infatti il bottone dei pantaloni partì come un missile colpendo il vetro dello specchio.
Inutile dire che di quel bel paio di jeans non rimase molto se non qualche brandello per terra.
In uno degli ultimi momenti di lucidità Mattia pensò: «Cosa c**** mi sta succedendo????» , ma poi la sua mente divenne sempre più primitiva, fino a diventare degna di un animale.
Dopo che le sue scarpe da ginnastica divennero solo un bel ricordo, le mani e i piedi divennero pelosi e le sue unghie divennero nere come l'inchiostro, lunghe e taglienti.
La biancheria intima che il ragazzo indossava si trasformarono in brandelli di stoffa sul pavimento.
Mattia era un lupo e tutto ciò che lo rendeva un ragazzo come tanti era ormai sparso in mille pezzi per tutto il bagno.
Mattia non era più cosciente e tutto ciò che vide successivamente era solo buio.
Il ragazzo si svegliò all'improvviso, si trovava in classe e tutto sembrava apparentemente tranquillo come sempre.