Dama dai sogni frementi, che d’occluso cielo rispondi al tuo pavido incedere, non temer del falco il gridio, al mio braccio avvinghiato, non temer il nerolucido elmo che mi copre il capo – Esso, già compagno di guerre, di coraggio s’effigia, di mite remissione alla mutevolezza d’ogni arboreo paesaggio, ove incontrai le tue vesti, i tuoi sospiri e paure, rabide d’anni funesti, spossate, convulse – Il cavallo bardato già conosce il sentiero: alato, esso mi guida alla scelta, già delle paranoie scevro, proprie all’umana razionalità divisa, che tende a proiettare, senza cogliere il masso nell’attimo, contro il granello di sabbia in un futuro mai, mai scritto.
Il cavallo rappresenta denari. Il cavallo – Natura naturans.
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