Black Rose

scritto da Shirogane_20
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo Shirogane_20

Testo: Black Rose
di Shirogane_20

La posai, lì, su quel muretto che divenne il nostro piccolo angolo di mondo, all'interno di quel vecchio parco, che poi tanto parco non era.
Quanti pomeriggi passati là, fra le risate e le chiacchiere un po' sceme, come noi, del resto, raccontandoci le nostre disavventure e progettando folli piani, progettando il nostro futuro insieme, via da qui, via da quelle case opprimenti in cui siamo cresciute, via da quei genitori che, in fondo, abbiamo sempre amato, ma eravamo troppo orgogliose per dirlo, per rendercene conto.
E ora, che è tutto finito, che le risate sono cessate, che le parole sono diventate mute, che il tuo sorriso non sarà più rivolto a me, che per un errore ho rovinato tutto, cosa faremo? Le nostre strade si sono separate, ma, forse, non si erano mai realmente congiunte, io ho sempre sognato luoghi lontani, una vita diversa da quella che ho portato avanti qui. Tu eri diversa, non guardavi così in la, o forse sì, ma non l'avevo mai notato. Vivevi alla giornata, senza fregartene di quello che gli altri pensavano, ma sperando in un futuro migliore del presente, non come me, il quale ogni minimo passo, ogni singolo evento, reazione, era calcolato, previsto. E tu lo sai, io avevo un certo talento nel percepire come sarebbero andate le cose.
Però con te no, non ci sono mai riuscita, ogni tua mossa, parola, pensiero, ogni cosa di te era imprevedibile, affascinante. E non sai quante volte ho provato invidia nei tuoi confronti, perché eri un angelo, un bellissimo angelo incatenato al suola, al cui era stato impedito di volare, ma che non si arrendeva mai, sicura che, presto, quelle catene si sarebbero spezzate. Ed è quello che è successo, no? Ti sei liberata delle catene che ti opprimevano e hai spiccato il volo, lontano, sempre più lontano, sempre più in alto.
Ma anche Dedalo, per volere troppo vicino al sole, cadde.
E, proprio come lui, anche tu cadesti, in un mare di rimpianto, commiserazione, rammarico. Cadesti nel peggiore dei peccati che un angelo come te poteva commettere.
Ancora ora, al ricordo del tuo corpo, gelido come la neve che decidesti come luogo per il tuo ultimo riposo, gli occhi chiusi, il volto rilassato, e quello stupido e meraviglioso sorriso sul volto, come a voler dire che, ora, eri veramente libera da tutto, non potevo non piangere.
Guardai per l'ultima volta quel muro, quella scritta, la nostra scritta, e me ne andai, incapace di sopportare ancora di più i ricordi che quel luogo mi portavano alla mente.
E la lasciai lì, quella rosa dello stesso colore dei tuoi capelli, sempre gonfi, sempre morbidi, sempre belli, in cui amavo passare le mani
Sì, quella rosa nera, come i tuoi capelli corvini.
Black Rose testo di Shirogane_20
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