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O mia fata,
innamorata di un Peter Pan
che non ti considerava,
che era innamorato di Wendy
senza sapere che Wendy è una mamma.
Ora questo Peter Pan
ha capito che Wendy è tossica
e la fata è il suo futuro,
il suo sacchetto di biglie colorate
che ha perso
e con esse la felicità.
Adesso la fata vola
e nessuno la tira giù,
non ha più colpe,
nessuno gliele dà.
Ha ritrovato il sacchetto di biglie di Peter
e lo ha reso felice.
Si è finalmente svegliato
e ha capito
che la fata è il futuro.
Non le ruberà più
la polvere di stelle per volare,
lei la condividerà volentieri.
Con l’amore
che da piccoli ignoravano,
oppure era sbagliato.
Hanno rubato,
con l’aiuto delle sirene,
la nave di Capitan Uncino
e veleggiano
verso il più bel futuro.
Tu mi hai mostrato la strada:
seconda stella a destra
e poi dritto fino al mattino.
Sei la mia fata,
l’unica,
l’isola che non c’è,
il nostro mondo.
E gli altri sulla terra
a tirare avanti,
e noi da una stella
a baciarci.
Di loro rideremo
ed amandoci
splenderemo talmente
che dalla terra
scopriranno una nuova stella:
la nostra luce.
E chi ci ha ferito
si vergognerà,
gli altri ci invidieranno
e noi non lo sapremo nemmeno,
perché ci basteremo.
Per sempre.