"Quando lascio la luce di Firenze"

scritto da AgriAlessio
Scritto Ieri • Pubblicato 23 ore fa • Revisionato 23 ore fa
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Poesia di AC (Alessio Casini)
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Testo: "Quando lascio la luce di Firenze"
di AgriAlessio

Quando lascio la luce di Firenze,

non è solo una città che saluto,

ma un respiro antico che mi ha cresciuto dentro,

una carezza d’oro sulle pietre del cuore.

L’Arno scorre ancora nei miei pensieri,

lento, come il tempo che non volevo contare,

portando via riflessi di tramonti

che sembravano promesse eterne.

Ogni vicolo ha detto il mio nome,

ogni piazza mi ha insegnato a restare,

tra passi leggeri e silenzi pieni

di storie che non finiscono mai.

E poi c’è un cancello, semplice,

di quelli che il tempo non chiude davvero:

l’asilo dei miei giorni più piccoli,

dove il mondo era grande quanto un cortile.

Ancora oggi mi fermo a guardare,

bambini che ridono senza misura,

e in quel suono mi ritrovo intero,

con le ginocchia sbucciate e il cielo negli occhi.

Mi rivedo correre senza domani,

credere che ogni attimo fosse infinito,

mentre il vento portava via i pensieri

che allora non avevano nome.

E la Toscana terra viva,

di colline che sussurrano poesia,

di cipressi fermi come custodi

dei sogni che ho lasciato a metà

mi guarda partire senza trattenermi,

con la dignità dolce di chi ama davvero,

sapendo che certe radici

non si strappano, si portano dentro.

Parto, sì, ma non vado via,

perché Firenze non si lascia:

si nasconde tra le pieghe dell’anima

e torna, ogni volta che chiudo gli occhi.

E allora camminerò altrove,

tra strade nuove e cieli diversi,

ma dentro avrò sempre quella luce

la luce che non tramonta mai.

"Quando lascio la luce di Firenze" testo di AgriAlessio
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