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Prima dell'orale c'era l'ultima prova dello scritto, quella più temuta: Economia Aziendale. Condizioni perturbate fuori dalla scuola; i decibel erano ridotti rispetto alle giornate precedenti. Agitazione,mancamenti,lingue felpate vicino all'olmo.
"Al suono della campanella scatenate l'inferno" e così fu. Nacque una furibonda corsa all'oro, vale a dire per accaparrarsi i posti migliori per copiare. Nella ressa alcuni alunni caddero a terra, rischiando di essere calpestati dalla mandria imbufalita. Aprendosi a fatica un varco, Mirco pensò:"Se va così agli esami per passare in terza, figurarsi l'anno prossimo o alla maturità. Forse mi conviene prendere il porto d'armi".
Il prof di educazione fisica, che non si era perso la mattanza, lanciò una durissima reprimenda:"Voi non sapete che cosa è successo all'Hysel nel 1985! Voi siete pazzi!".
Tornò indietro di più di tre lustri; Mirco lo sapeva. Finale di Coppa dei Campioni Juventus-Liverpool, e i relativi trentanove morti. All'epoca era simpatizzante juventino ed aveva assistito davanti alla tv a quella maledetta partita. Fu percorso da brividi; per allontanarsi da quel lontano incubo si sforzò di concentrarsi sul presente. C'era l'esame da fare.
Recuperata una calma accettabile, Pezzenti sorrise; aveva tra le mani una fattura assai abbordabile. Con un rumoreggiare diffuso in sottofondo, prese a tirare linee e ad andare di colcolo. Trascorse mezz'ora di lavoro proficuo, ecco il cambio della guardia. Entrò una cavallona di un metro e ottanta, con tanto di tacchi a spillo e capelli rossi ricci. Aveva l'aria di chi aveva sfidato il mondo, e senza dubbio vinto."Buongiorno ragazzi." Era Sara Mossina, docente di geografia politica del Lazzaretti.
Strinse la mano al prof di educazione fisica che, avendo anche lui ritrovato la calma, si allontanò soddisfatto.
La stangona mise subito i puntini sulle i:"Ragazzi, posso far finta di non vedere ma non di non sentire...intesi?". Un messaggio in codice. Facilmente decifrato dagli studenti:"Copiate pure, ma in silenzio". Il frastuono, in effetti, virò verso un silenzio quasi tombale. Si udirono alcuni sospiri di soddisfazione.
Situazione ribaltata per Mirco; era in piena ansia da prestazione. Necessariamente convinto di dover prendere dieci, si fece tagliare a fette da mille interrogativi. Strizzò le meningi in cerca di certezze; niente. Per togliersi tutti i dubbi soluzione drastica: il libro di economia. Movimento felino,finte,controfinte...catturato. In un battito d'ali di farfalla:
"Tu, come ti chiami?"
"Mirco".
"E allora bravo Mirco, hai preso proprio alla lettera le mie parole eh?"
"No,ma..."
"Anti-sgamo al massimo! Complimentoni!"
Pezzenti lesse rapidamente quello che gli serviva, e ripose il testo nello zaino. Vergognandosi, o forse solo facendo finta, un po'. I suoi compagni non disapprovarono l'azione, chi è senza peccato scagli la prima pietra, ma ne approfittarono per burlarsi di lui. La più pungente si rivelò Giulia:
"Mirco, non saresti capace nemmeno di rubare dei polli!"
"Grrr!"
"Voi due, silenzio!" la cavallona li zittì.
Insabbiate le ironie e recuperata la fiducia in sé stesso, Mirco proseguì speditamente. Dopo un quarto d'ora, come un ballerino della Scala di Milano, volteggiò verso la Mossina e consegnò.
Riprese il pullman verso Como, stanco ma soddisfatto. La sua partita era quasi finita, mancavano solo gli orali. E poi, finalmente, il bramato scudetto sarebbe stato suo.