Contenuti per adulti
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Questo racconto nasce dalle riflessioni di qualcuno che ha imparato ad accettare con ironia l'impossibilità di raggiungere certi traguardi.
Ho immaginato l'artista Michelangelo catapultato nel ventunesimo secolo commissionato per selezionare e immortalare gli atleti della nazionale di nuoto.
— Tu sì.
— Tu sì.
— Tu decisamente sì.
Poi arriva al diciassettesimo atleta.
Silenzio.
Michelangelo gli gira attorno lentamente. Osserva le spalle. Poi il dorso. Poi ancora i polpacci.
Infine si avvicina.
— Di’ la verità…
Pausa.
— Hai pagato qualcuno per arrivare qui?
Il nuotatore impallidisce.
— Maestro… io…
Michelangelo continua a fissarlo.
— Qui c’è una disomogeneità di almeno mezzo millimetro nella circonferenza dei polpacci.
A quel punto interviene subito l’allenatore.
— Maestro Michelangelo, glielo assicuro, questo ragazzo non è raccomandato. L’ho selezionato io personalmente. "Il ragazzo è giovane… ma si farà."
Michelangelo rimane in silenzio.
Poi sospira.
— Va bene…
Pausa drammatica.
— Ma nella riproduzione marmorea qualche modifica migliorativa sarà inevitabile.
Comincia così l’opera monumentale.
Michelangelo pretende che rimangano immobili per tutto il tempo necessario alla realizzazione dell’opera.
Ore. Giorni. Settimane.
A un certo punto qualcuno prova a dirgli:
— Maestro… oggi esistono le fotografie. Facciamo una foto e poi lei nel suo laboratorio può lavorare con calma…
Michelangelo si infuria.
— Accidenti, in questo ventunesimo secolo fate tutto di fretta!
Poi si calma leggermente.
— Guardi… non mi faccia essere volgare, perché io sono un gentiluomo. Però poi non lamentatevi se l’opera non sarà perfetta.
Alla fine Michelangelo si chiude nel laboratorio.
Scalpello. Marmo. Polvere bianca ovunque.
Ci mette sei mesi soltanto per scolpire gli atleti principali.
Quando finalmente tutta la squadra, insieme ai dirigenti e al presidente della federazione, va a visitare la gigantesca nazionale marmorea, tutti rimangono senza parole.
L’opera è perfetta.
Ma il diciassettesimo nuotatore rimane sconvolto.
Il suo rilievo all'interno dell'opera non lo rappresenta affatto.
Appare più bello. Più armonioso. Più eroico di tutti gli altri.
— Alla faccia dei polpacci.
Poi guarda Michelangelo.
— Maestro… questo non sono io.
Michelangelo lo fissa con calma.
Poi dice:
— Ricordati che non è importante quello che sei tu adesso…
Pausa.
— Ma come verrà ricordato il tuo nome in eterno.